Tra le lamentele esposte dai docenti vi è la difficoltà nel raggiungimento delle aule e l'assenza di un aula comune dove garantire l'organizzazione di riunioni collegiali
Continuano le proteste nel capoluogo siciliano, già luogo nella giornata di oggi di diversi scioperi, stavolta toccando anche il mondo della scuola. In quest’occasione, infatti, a prendere la parola è un gruppo di insegnanti del liceo artistico Catalano, firmatari di una lettera indirizzata alla dirigenza scolastica e alle istituzioni.
“Desideriamo esprimere la nostra vicinanza alla protesta promossa dai nostri studenti e dai giovani di tutta Italia e di molti altri paesi europei. In questi giorni diverse scuole e diverse università vengono occupate per denunciare le condizioni delle scuole e dell’edilizia scolastica, il precariato dei docenti, i tagli alla sanità pubblica e al welfare in favore del riarmo, l’inversione di marcia rispetto alle urgenti politiche necessarie a contrastare il cambiamento climatico”.
Sono queste le parole che avviano la nota resa pubblica, nella giornata di oggi, dai docenti residenti a Palermo, che hanno poi aggiunto: “Sosteniamo per coerenza al nostro mandato costituzionale e agli insegnamenti di educazione civica questa protesta anche se non tutti possono concordare con le modalità in atto. Riteniamo inaccettabile che venga definito scuola un istituto privo delle caratteristiche strutturali e funzionali indispensabili a garantire il regolare e sereno svolgimento delle attività didattiche”.
“La nostra scuola è ospitata in un edificio originariamente concepito come condominio a uso abitativo, con aule distribuite su dodici piani, una configurazione che comporta evidenti difficoltà organizzative e logistiche. A ciò si aggiunge la presenza di un unico ascensore, spesso malfunzionante e di capacità limitata, che determina ritardi e ostacoli nel raggiungimento delle aule, con ripercussioni sull’accessibilità e sulla puntualità delle attività scolastiche. La mancanza di un’aula magna e di adeguati spazi di aggregazione impedisce, inoltre, di organizzare agevolmente riunioni collegiali e momenti di confronto, fondamentali per garantire la partecipazione democratica e il pieno esercizio dei rispettivi ruoli all’interno della comunità scolastica“.
A venir menzionata all’interno della lettera, inoltre, anche l’importanza di ascoltare le nuove generazioni, così da poter venir incontro alle richieste tramite il dialogo: “La protesta degli studenti rappresenta un segnale che merita ascolto e attenzione. Le loro richieste non dovrebbero essere liquidate come una semplice contestazione, ma accolte come un’occasione per avviare un confronto serio e costruttivo sulle condizioni in cui si svolge la vita scolastica”.
“Il nostro sostegno vuole essere anche un richiamo al valore della scuola pubblica che deve garantire a tutti pari dignità, pari opportunità e condizioni adeguate all’apprendimento. Non è possibile parlare pienamente di diritto allo studio se non riconoscendo ai giovani il diritto all’autodeterminazione”.
Fonte foto AnsaSicilia.it