Anche Palermo in piazza: corteo pieno di giovani
Dopo Catania, anche Palermo scende in piazza per lo sciopero generale nazionale contro il carovita e il riarmo e per chiedere maggiori investimenti in sanità, istruzione e servizi pubblici.
Nel capoluogo siciliano sono migliaia gli studenti e i lavoratori che stanno partecipando alla manifestazione promossa dall’Usb, alla quale hanno aderito anche altre sigle sindacali, tra cui Cobas e Cub.
Sui numeri della partecipazione le stime sono differenti: 1.500 persone secondo le forze dell’ordine, circa 5mila secondo gli organizzatori.
La mobilitazione coinvolge soprattutto studenti delle scuole superiori e universitari, affiancati da docenti, lavoratori, agricoltori, autotrasportatori, pensionati e cittadini.
Il corteo, partito dalla zona di piazza Politeama, attraversa il centro della città passando dal teatro Massimo, via Cavour, piazza XIII Vittime e via Crispi, fino a raggiungere piazzetta della Pace.
Al centro della protesta ci sono il carovita e l’aumento dei prezzi di beni di prima necessità, affitti e bollette, oltre alle condizioni dell’edilizia scolastica e alla richiesta di maggiori risorse per la sanità pubblica.
I manifestanti contestano inoltre le politiche di riarmo. Tra gli striscioni esposti durante il corteo anche “Reddito e salute per tutti, la crisi la paghino i ricchi”.
“La manovra nazionale è totalmente insufficiente perché non è in grado di rispondere alle esigenze di questo Paese e soprattutto di coloro che lavorano ogni mattina”, afferma Luigi Del Prete, responsabile dell’Usb di Palermo.
Il sindacato chiede di rimettere al centro istruzione, sanità e trasporto pubblico, denunciando contemporaneamente le difficoltà vissute dai giovani sul fronte del lavoro e degli stipendi.
Anche gli studenti puntano l’attenzione sul costo della vita e sulle difficoltà nel sostenere affitti, trasferimenti e spese universitarie.
La manifestazione di Palermo si inserisce nella mobilitazione nazionale che sta interessando diverse città italiane, compresa Catania. La situazione dell’ordine pubblico è monitorata dalle forze dell’ordine e, al momento, non si registrano tensioni.