Il governo prolunga di cinque giorni la riduzione di 17 centesimi al litro. Benzina sopra i 2 euro e gasolio a 2,157 euro. Meloni annuncia un cambio di strategia: "I prossimi aiuti saranno mirati"
Il taglio delle accise sul gasolio sarà prorogato per altri cinque giorni, da domenica 6 a giovedì 10 settembre compreso. È la decisione assunta dal governo per fronteggiare il caro-carburanti, mentre i prezzi alla pompa continuano a salire.
La proroga sarà finanziata attraverso il meccanismo delle accise mobili e verrà formalizzata con un decreto interministeriale dei ministeri dell’Economia e della Sicurezza energetica, destinato alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Potrebbe trattarsi, però, dell’ultimo sconto generalizzato sui carburanti. Da marzo sono stati adottati sette interventi, per un costo complessivo superiore ai 2 miliardi di euro.
Ad annunciare il cambio di strategia è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Altri provvedimenti sono in arrivo, ma questa volta saranno mirati: non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia”, ha dichiarato la premier.
L’intenzione dell’esecutivo è quindi quella di abbandonare, dopo il 10 settembre, gli interventi fiscali indistinti per concentrare le risorse sulle categorie maggiormente penalizzate dall’aumento dei prezzi.
Intanto i carburanti continuano a rincarare. Secondo i dati del ministero delle Imprese, il prezzo medio nazionale in modalità self service è salito a 2,046 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,039 euro del giorno precedente.
Ancora più elevato il gasolio, arrivato a 2,157 euro al litro, contro i precedenti 2,147 euro.
L’attuale sconto sul diesel ammonta a 17 centesimi al litro, di cui 14 centesimi di accise e 3 centesimi di Iva. Era stato disposto dal Consiglio dei ministri il 26 agosto per undici giorni, con scadenza sabato 5 settembre.
Il prolungamento per altri cinque giorni avrà un costo stimato di circa 60 milioni di euro.
Questa volta le risorse arriveranno dal meccanismo delle accise mobili, utilizzando il maggiore gettito Iva sui carburanti determinato dall’incremento dei prezzi.
Da venerdì 11 settembre, invece, il governo punta a cambiare completamente approccio.
Tra le ipotesi allo studio figurano tessere carburante destinate ai cittadini con redditi più bassi e specifici sostegni per le imprese dell’autotrasporto.
Il vicepremier Matteo Salvini spinge affinché le misure vengano estese anche alle partite Iva.
Resta ancora da definire il nodo delle coperture. Tra le possibilità valutate dai tecnici c’è una tassazione degli extraprofitti delle società di raffinazione e, più in generale, delle aziende energetiche. Una strada sulla quale, tuttavia, all’interno della maggioranza non mancano posizioni differenti.
Il vicepremier Antonio Tajani sottolinea invece la dimensione internazionale della crisi energetica.
“I prezzi dell’energia sono alti in tutto il mondo. Non è una questione italiana. In altre parti d’Europa sono più cari che da noi. Il governo vigila, interviene, interverrà”, ha affermato.
Critiche le associazioni dei consumatori. L’Unione nazionale consumatori definisce la proroga “la solita mezza pezza”, mentre il Codacons parla di “una elemosina che non salverà gli automobilisti dalla stangata sui rifornimenti”. Assoutenti, infine, denuncia la mancanza di interventi strutturali contro l’emergenza carburanti.