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22.07.2026

Strage di Casteldaccia, la Procura apre al patteggiamento per il titolare della ditta: chiesti quattro anni di pena

di Redazione | 2 min di lettura

Parere favorevole della Procura di Termini Imerese per Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group. Ammesse le parti civili dei familiari delle vittime, della Cgil, della Feneal Uil e dell'associazione Sicurezza e Lavoro.

Strage di Casteldaccia, la Procura apre al patteggiamento per il titolare della ditta: chiesti quattro anni di pena
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La Procura di Termini Imerese ha espresso parere favorevole alla richiesta di patteggiamento a quattro anni di reclusione avanzata da Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group, la società impegnata nei lavori alla condotta fognaria di Casteldaccia, dove il 6 maggio 2024 persero la vita cinque operai, mentre altri due rimasero gravemente feriti a causa delle esalazioni di gas tossici.

La richiesta sarà ora valutata dal giudice nell’ambito del procedimento penale sulla tragedia che ha scosso l’intera Sicilia.

Cinque imputati a giudizio con il rito ordinario

Oltre a Di Salvo, sono imputate altre cinque persone che affronteranno il processo con il rito ordinario. Tutti rispondono, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo per la morte dei lavoratori, rimasti intossicati durante le operazioni di spurgo di una vasca fognaria dell’Amap, la società che gestisce il servizio idrico del Comune di Palermo e di numerosi centri della provincia.

Tra gli imputati figurano:

  • Wanda Ilarda, dirigente dell’Ufficio Appalti di Amap;
  • Salvatore Rappa, responsabile del procedimento;
  • Girolamo Costa, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione;
  • Sergio Agati, direttore dell’impianto di Casteldaccia;
  • Gaetano Rotolo, all’epoca direttore dei lavori.

Nel procedimento sono inoltre imputate, ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti, anche le società Amap e Quadrifoglio Group.

Cinque operai morti e due feriti nel tentativo di salvarli

La tragedia si consumò il 6 maggio 2024 nell’impianto fognario di Casteldaccia.

Persero la vita:

  • Epifanio Alsazia, 71 anni;
  • Ignazio Giordano, 59 anni;
  • Roberto Raneri, 51 anni;
  • Giuseppe Miraglia, 47 anni;
  • Giuseppe La Barbera, 28 anni, lavoratore interinale dell’Amap.

Rimasero invece gravemente feriti Domenico Viola e Giuseppe Scavuzzo, operai della Quadrifoglio Group, che avevano tentato di soccorrere i colleghi rimasti intrappolati nella vasca.

Ammesse le parti civili

Nel corso dell’udienza, il Gup di Termini Imerese Sandro Potestio ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari delle vittime, della Cgil, della Feneal Uil e dell’associazione Sicurezza e Lavoro.

Per il segretario generale della Cgil Palermo, Mario Ridulfo, e il segretario generale della Fillea Cgil Palermo, Piero Ceraulo, la costituzione di parte civile assume un valore che va oltre il singolo processo.

La costituzione di parte civile in un processo come quello della strage avvenuta a Casteldaccia, nella filiera di un appalto di un’azienda pubblica come l’Amap, parla anche a tutte le aziende e alle amministrazioni pubbliche che affidano lavori in appalto senza accertarsi che le regole minime di sicurezza vengano rispettate“, hanno dichiarato i due dirigenti sindacali.

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