PALERMO – Sfrattata dal Comune una donna, affetta da tumore, che occupava abusivamente un alloggio a Palermo.
A denunciare l’episodio, che ha diviso l’opinione pubblica, sono stati Toni Pellicane, responsabile politiche abitative segreteria Sinistra Italiana Palermo e Manuela Parrocchia, segretaria Sinistra Italiana Palermo.
“Oggi siamo costretti a registrare che il settore unità operativa Abitare sociale del Comune mieterà la sua prima vittima, purtroppo la prima di una lunga serie. La donna, soggetta a sfratto esecutivo e utilmente collocata in graduatoria d’emergenza abitativa, subirà l’esecuzione dello sfratto senza nessuna soluzione, neanche provvisoria, proposta dal Comune, restando così abbandonata al suo destino“.
“Questo fatto – proseguono – avrà una ricaduta diretta sulla sua salute e sulle terapie che segue: la somministrazione della chemioterapia domiciliare verrà sospesa con effetto immediato. Il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, di questa signora che fine fa? È questa la politica abitativa tanto sbandierata dall’Amministrazione Lagalla? Da circa due anni assistiamo al proliferare delle parole, a cui però non seguono fatti. L’unico fatto reale è che la graduatoria d’emergenza abitativa ha escluso oltre 2.200 famiglie e che per le 373 inserite nell’attuale graduatoria non ci sarebbero alloggi“.
“L’amministrazione comunale – concludono – ha il dovere di garantire un tetto ai suoi cittadini più in difficoltà e le condizioni minime per una vita dignitosa, al di là di ogni becera giustificazione, in ossequio agli obblighi e alle responsabilità che le leggi dello Stato attribuiscono al sindaco. E’ inaccettabile che da oggi la signora resti senza un tetto sulla testa e senza le cure essenziali per la sua sopravvivenza. Chiediamo un intervento immediato del sindaco e del prefetto, affinché questa signora non finisca in mezzo ad una strada e possa continuare le cure domiciliari che le sono necessarie per vivere“.