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14.08.2026

Scuole paritarie nel Palermitano, scoperta evasione fiscale da 660 mila euro

di Redazione | 2 min di lettura

Scoperto dalla Guardia di finanza un presunto sistema di irregolarità fiscali in due scuole paritarie di Cefalù e Termini Imerese

Scuole paritarie nel Palermitano, scoperta evasione fiscale da 660 mila euro
Indice

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo ha scoperto un presunto meccanismo di evasione fiscale legato alla gestione di due scuole paritarie del Palermitano. Al centro della verifica è finita la società cooperativa La Rocca di Cefalù, che gestiva gli istituti La Scicolone di Cefalù e Ariosto di Termini Imerese.

Le verifiche fiscali sono scattate nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Termini Imerese e avviata a seguito di un’indagine condotta dai carabinieri.

Contestati oltre 1,5 milioni di euro di redditi non dichiarati

I finanzieri del Gruppo di Termini Imerese hanno contestato alla società componenti positivi di reddito non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro, con una presunta evasione di imposte quantificata in circa 660 mila euro.

L’attività della Guardia di finanza si è concentrata in particolare sugli aspetti fiscali emersi nel corso dell’indagine condotta dai carabinieri, approfondendo la gestione dei rapporti di lavoro e gli adempimenti tributari della cooperativa.

L’indagine sui rapporti di lavoro

L’inchiesta era partita dalle contestazioni mosse alla presidente del Consiglio di amministrazione, Patrizia Ficicchia, alla quale erano stati contestati i reati di caporalato, estorsione e truffa.

Per quanto riguarda il reato di caporalato, la Cassazione lo ha successivamente annullato, con una motivazione relativa all’ambito di applicazione della fattispecie.

Gli accertamenti della Guardia di finanza hanno quindi approfondito i possibili profili di natura fiscale collegati alla gestione della società.

Retribuzioni restituite e oltre 150 lavoratori coinvolti

Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe emerso un sistema nel quale una parte delle retribuzioni, pur risultando formalmente corrisposta ai lavoratori, sarebbe stata successivamente restituita alla società.

Un meccanismo che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito alla cooperativa di ottenere indebiti vantaggi anche sul piano fiscale, con conseguenze per oltre 150 lavoratori, tra docenti e personale amministrativo scolastico.

Le verifiche avrebbero inoltre fatto emergere la simulazione di attività di volontariato in sostituzione di regolari rapporti di lavoro, oltre alla presunta indebita percezione di contributi pubblici cofinanziati dall’Unione europea.

Segnalato l’amministratore della società

Al termine degli accertamenti, le Fiamme gialle hanno segnalato alla Procura l’amministratore della società per il reato di dichiarazione infedele.

La cooperativa è stata inoltre segnalata in relazione alla responsabilità amministrativa degli enti.

I finanzieri hanno infine avanzato una richiesta di sequestro preventivo per circa 105 mila euro, nell’ambito del procedimento.

Gli elementi contestati restano oggetto delle valutazioni dell’Autorità giudiziaria e dovranno essere verificati nelle successive fasi del procedimento.

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