Il bambino, che all’epoca dei fatti aveva meno di 10 anni, avrebbe raccontato quanto accaduto a una maestra. Le indagini dei Carabinieri sono partite dalla segnalazione della dirigente scolastica. Disposti i domiciliari con braccialetto elettronico
Un uomo di 40 anni è stato arrestato dai Carabinieri perché ritenuto responsabile di violenza sessuale commessa in ambito familiare ai danni del nipote minorenne, che all’epoca dei fatti aveva meno di 10 anni.
I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal procuratore Angelo Vittorio Antonio Cavallo.
Nei confronti del 40enne, residente nel territorio, sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.
Le indagini sono state condotte dai Carabinieri della Sezione Operativa di Misilmeri e della Stazione di Marineo, sotto il coordinamento della Procura di Termini Imerese.
A dare origine agli accertamenti è stata la segnalazione della dirigente dell’istituto scolastico frequentato dal minore.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il bambino avrebbe trovato il coraggio di raccontare a una maestra quanto gli sarebbe accaduto, facendo così scattare la segnalazione e le successive indagini.
L’attività investigativa avrebbe consentito ai militari dell’Arma di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 40enne, accusato di condotte di natura sessuale ai danni del minore, al quale è legato da uno stretto rapporto di parentela.
Sulla base degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha quindi disposto la misura cautelare eseguita dai Carabinieri.
L’operazione si inserisce nell’attività portata avanti dall’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con l’Autorità giudiziaria, per la prevenzione e il contrasto dei reati di violenza e per la tutela dei minori e delle persone maggiormente vulnerabili.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata definitivamente nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.