PALERMO – Messaggio in codice o semplice casualità? C’è stato un gran parlare nelle ultime ore per l’abbigliamento scuro indossato dai familiari di Filippo Salvatore Bisconti, il boss di Belmonte Mezzagno finito in manette il 4 dicembre 2018 in occasione dell’operazione “Cupola 2” che ha smantellato la riorganizzazione di Cosa Nostra nel territorio del Palermitano.
Bisconti, a seguito dell’arresto, nei giorni scorsi ha deciso di collaborare con la giustizia e le sue dichiarazioni, insieme a quelle di Francesco Colletti, hanno permesso agli inquirenti di portare alla luce un giro di estorsioni e appalti ordinati dalla criminalità organizzata siciliana che vede coinvolto anche Calogero Lo Piccolo, figlio del boss Salvatore.
I parenti di Bisconti sarebbero stati avvistati con addosso gli abiti “a lutto” dai loro vicini di casa. La particolare decisione sarebbe stata interpretata dai dirimpettai come una sorta di “avviso” all’indirizzo del collaboratore di giustizia, come a volerlo rinnegare.
Secondo quanto si apprende tuttavia da media locali, nessuno dei familiari avrebbe voluto inviare intenzionalmente un messaggio al congiunto. Tutto, infatti, sarebbe frutto di una semplice coincidenza.