SAN GIUSEPPE JATO – Franco Cataldo, 85 anni, condannato all’ergastolo per concorso nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, posto ai domiciliari per la sua avanzata età e a causa della situazione sanitaria in corso, torna in carcere.
L’uomo, nel 1993, tenne sotto sequestro il bambino come atto intimidatorio nei confronti del padre Santino, che era diventato un collaboratore di giustizia e stava rivelando dettagli sulla strage di Capaci; dopo 25 mesi di reclusione, Giuseppe venne strangolato e sciolto nell’acido da Giovanni Brusca su ordine di Totò Riina.
In questi giorni, a causa della sua età ormai avanzata e di alcuni problemi di salute, il Tribunale gli aveva concesso i domiciliari, così come è avvenuto per altri 370 boss e affiliati alla criminalità organizzata, che negli ultimi 90 giorni hanno potuto fare richiesta di attenuazione della pena.
I carabinieri, in esecuzione di un provvedimento della Corte d’Appello di Palermo, lo hanno ora condotto nel carcere Lorusso Pagliarelli del capoluogo siciliano, da dove sarà successivamente trasferito in quello di Opera dove stava scontando prima.
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