Strangolato e sciolto nell’acido perché il padre collaborava con la giustizia: ai domiciliari uno dei carcerieri del piccolo Di Matteo

Strangolato e sciolto nell’acido perché il padre collaborava con la giustizia: ai domiciliari uno dei carcerieri del piccolo Di Matteo

SAN GIUSEPPE JATO – Era stato condannato all’ergastolo per essere stato uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, ma a causa dell’emergenza sanitaria e vista la sua età è stato posto ai domiciliari.


Si tratti di Franco Cataldo che durante il 1993 tenne sotto sequestro il piccolo Di Matteo, come atto intimidatorio nei confronti del padre Santino che era diventato un collaboratore di giustizia e stava rivelando dettagli sulla strage di Capaci.


Giuseppe Di Matteo venne strangolato e sciolto nell’acido da Giovanni Brusca su ordine di Totò Riina, dopo 25 mesi di reclusione.


In questi giorni, a causa della sua età ormai avanzata e di alcuni problemi di salute, il Tribunale gli ha concesso i domiciliari, così come è avvenuto ad altri 370 boss e affiliati alla criminalità organizzata che negli ultimi 90 giorni hanno potuto fare richiesta di attenuazione della pena.



Fonte foto Antimafia2000