Dopo il recente attentato terroristico di Berlino, l'associazione lancia un appello al Comune per vietare l'ingresso nella strada a chi indossa indumenti che coprono integralmente il volto
La Gay Street di Palermo chiede al Comune di introdurre un divieto di accesso per le persone che indossano il burka, motivando la richiesta con ragioni di sicurezza alla luce del recente attentato terroristico avvenuto a Berlino.
La proposta è contenuta in un comunicato diffuso dall’associazione, che sollecita un intervento dell’amministrazione comunale.
Nel documento si evidenzia come, secondo la Gay Street, nel capoluogo siciliano siano presenti numerose donne con il volto completamente coperto.
“La città è piena di donne con il volto coperto: coprirsi il volto in Italia è vietato dalla legge, non capiamo perché alle donne musulmane questo debba essere concesso”, si legge nella nota.
L’associazione aggiunge che “la sicurezza dei cittadini viene prima di ogni culto religioso”.
La richiesta arriva all’indomani del tragico attentato terroristico avvenuto a Berlino e viene motivata con le preoccupazioni per la sicurezza nei luoghi di aggregazione.
Nel comunicato, la Gay Street afferma inoltre che “tutta la comunità Lgbtq+ è sotto attacco da estremisti fascisti in ogni parte del mondo e ora anche da terroristi islamici”.
Con questa presa di posizione, l’associazione chiede al Comune di Palermo di valutare misure che, a suo avviso, possano rafforzare la sicurezza nell’area della Gay Street.
Foto di Ansa Sicilia