PALERMO – Nuovo nome per la gestione della crisi idrica in Italia. Fabio Ciciliano è stato nominato dalla Presidenza del Consiglio, nuovo commissario nazionale straordinario per il contrasto alla siccità e la gestione delle risorse idriche. Attuale Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Ciciliano subentra a Nicola Dell’Acqua. Una scelta di continuità operativa e rigore istituzionale, con un mandato già prorogato dalla legge di bilancio fino al 31 dicembre 2027.
Il debutto di Ciciliano nel nuovo ruolo è stato immediato e operativo. Con la firma del decreto commissariale n. 48, ha disposto la proroga d‘urgenza dell’esercizio provvisorio per il dissalatore di Porto Empedocle. Un provvedimento vitale: senza questa deroga, la società Siciliacque avrebbe dovuto spegnere l’impianto proprio in queste ore, lasciando migliaia di cittadini dell’Agrigentino senza approvvigionamento.
L’impianto, che garantisce 96 litri al secondo, fa parte di un maxi–piano da 100 milioni di euro (finanziato per il 90% dal Fondo Sviluppo e Coesione) che prevede la realizzazione di tre poli di dissalazione strategici a Porto Empedocle, Trapani e Gela.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha sottolineato la proficua sinergia tra l’isola e la struttura nazionale: “Conosco e apprezzo il rigore del Prefetto Ciciliano come capo della Protezione Civile. Sono certo che saprà garantire interventi tempestivi. In Sicilia, grazie ai dissalatori e alla collaborazione nazionale, abbiamo affrontato e superato una grave crisi”.
L’Autorità di bacino della Regione Siciliana ha voluto fare chiarezza sullo stato delle riserve idriche, smentendo le interpretazioni allarmistiche circolate su alcuni media. Secondo il Segretario Generale ad interim, Carmelo Frittitta, i numeri parlano di un netto miglioramento:
“I dati non tengono ancora conto delle piogge abbondanti di marzo”, spiega Frittitta, sottolineando come i lavori strutturali stiano finalmente permettendo di captare e conservare la risorsa idrica in modo efficiente. Il monitoraggio ambientale, intanto, resta costante grazie al supporto del Centro di Sostenibilità dell‘Università di Palermo, che vigila sull’impatto dei dissalatori nell’ecosistema marino.