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20.09.2018

Scoperchiata ‘raffineria’ della droga, coinvolto anche un minorenne: i NOMI e i DETTAGLI

di Redazione
Scoperchiata ‘raffineria’ della droga, coinvolto anche un minorenne: i NOMI e i DETTAGLI

PALERMO – Una vera e propria crack house è stata scoperta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia San Lorenzo all’interno di un’abitazione di Passaggio Bernardino Verro, nel quartiere Sperone, a Palermo.

La casa, al primo piano di una palazzina popolare e sommariamente ammobiliata, era circondata da un sofisticato impianto di videosorveglianza, composto da 4 telecamere collegate ad una TV, utilizzate per verificare la strada e gli ingressi.

Nonostante ciò, i militari dell’Arma sono riusciti a entrare nell’appartamento, trovando sei persone, tra cui un minorenne, vicino a un tavolo sul quale era sistemato tutto l’occorrente per la preparazione del crack: 78 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, una scatola di bicarbonato, un colino, 2 mestoli e un fornelletto a gas da campeggio, con la fiamma ancora accesa.

Una volta cristallizzata la situazione, la perquisizione ha consentito il sequestro di una cospicua somma di denaro, 22 grammi di hashish e altre due bombole di gas, ancora imballate.

I sei soggetti, compreso il minore di 17 anni, sono stati tutti arrestati in flagranza di reato per i reati di detenzione e produzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, si tratta di:

–  Antonino Nicosia, 23enne;

–  Roberto Serio, 44enne;

–  Gandolfo Emanuel Milazzo, 24enne;

–  Cosimo Lo Iacono, 46enne;

–  Fabrizio Nuccio, 26enne;

–  L.m.s., 17enne.

I 5 maggiorenni sono stati condotti in carcere, mentre per il 17enne si sono aperte le porte dell’istituto penale minorile.

Dalla quantità di stupefacente sequestrato e dal tipo di attrezzatura rinvenuta, si tratta di una raffineria di crack, che possiamo definire la droga tornata attualmente di moda a Palermo dopo la sua ascesa negli anni ’90.

È uno stupefacente molto pericoloso, sintetizzato e ottenuto dalla cocaina, ma dagli effetti devastanti.

Al termine dell’udienza di convalida, il giudice ha disposto la custodia in carcere per i maggiorenni, mentre il minorenne è stato sottoposto alla misura della permanenza in casa.