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14.07.2026

“Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere”: cartoline antimafia invadono lo Zen

di Redazione | 1 min di lettura

Prosegue la misteriosa campagna anonima già comparsa in altre zone della città

“Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere”: cartoline antimafia invadono lo Zen
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Decine di cartoline contro la mafia sono comparse nella notte nel quartiere Zen di Palermo. Prosegue così la misteriosa campagna anonima già comparsa in altre zone della città e della quale, al momento, non si conoscono gli autori.

Dopo i messaggi affissi nei quartieri Uditore, San Lorenzo, Tommaso Natale e Acquasanta, nuove cartoline con la stessa veste grafica, ma con un contenuto differente, sono state posizionate allo Zen.

Il messaggio rivolto ai giovani

Questa volta il messaggio è indirizzato soprattutto ai ragazzi del quartiere, in un’area dove la criminalità organizzata continua a reclutare manovalanza.

“Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere”, è la frase riportata sulle cartoline.

Gli adesivi sono stati affissi sui pali della luce, sulle cabine Enel e in diversi luoghi simbolici dello Zen.

Cartoline nei luoghi simbolo del quartiere

I messaggi sono comparsi nei pressi del bar Cheri, già vittima di intimidazioni, allo Zen 2 vicino alla scuola Giovanni Falcone, all’ingresso della parrocchia San Filippo Neri, in passato presa di mira da attentati, e in piazza Gino Zappa.

La campagna resta avvolta nel mistero

Al momento, nessuno ha rivendicato la paternità dell’iniziativa e resta sconosciuta l’identità di chi si cela dietro la campagna antimafia.

Le nuove affissioni arrivano a poche ore dall’operazione delle forze dell’ordine che ha portato allo smantellamento della cosiddetta “banda dei kalashnikov”.

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