A denunciare la situazione è la deputata regionale del Partito Democratico Ersilia Saverino
Cumuli di spazzatura abbandonati per giorni, incendi appiccati ai sacchetti e fumo che rende l’aria irrespirabile. Con le alte temperature, l’emergenza rifiuti a Catania assume contorni ancora più preoccupanti e cresce l’allarme per i possibili rischi sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
A denunciare la situazione è la deputata regionale del Partito Democratico Ersilia Saverino, che interviene sulle criticità registrate in diversi quartieri della città.
“Le alte temperature stanno aggravando un’emergenza già drammatica. Davanti a cumuli di rifiuti che restano per giorni in strada, c’è chi arriva ad appiccare il fuoco ai sacchetti, sprigionando sostanze tossiche che mettono seriamente a rischio la salute dei cittadini e l’ambiente”, afferma Saverino.
Uno scenario che, secondo la deputata regionale, starebbe interessando intere zone di Catania, invase dal fumo e costrette a fare i conti con un’aria sempre più difficile da respirare.
“Intere zone della città sono avvolte dal fumo – prosegue Saverino – con un’aria irrespirabile e un danno ambientale che ricade sull’intera comunità. L’emergenza rifiuti continua a pesare sulla città: intere strade sono ormai trasformate in discariche a cielo aperto e i cumuli di spazzatura, in alcuni casi, ostacolano perfino l’accesso alle abitazioni”.
A preoccupare è anche il rischio igienico-sanitario, con la presenza dei rifiuti che favorirebbe la proliferazione di topi e insetti.
Per Saverino è ormai necessario intervenire con misure che vadano oltre la gestione delle singole emergenze.
“È ormai indispensabile un deciso cambio di passo. Catania non può continuare a vivere rincorrendo un’emergenza dopo l’altra. Servono interventi strutturali, controlli costanti e una gestione finalmente efficiente del ciclo dei rifiuti”.
“Non possiamo limitarci a intervenire quando la situazione è ormai fuori controllo: occorre prevenire, programmare e garantire ai cittadini una città pulita, sicura e vivibile. È in gioco non solo il decoro urbano – conclude – ma la salute pubblica e la qualità della vita dei catanesi”.