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04.07.2026

Insulti omofobi, calci, pugni e un taser contro una coppia a Palermo: identificati i presunti aggressori

di Redazione | 1 min di lettura

Per due di loro è scattato l'obbligo di dimora, mentre un terzo destinatario degli arresti domiciliari risulta al momento irreperibile

Insulti omofobi, calci, pugni e un taser contro una coppia a Palermo: identificati i presunti aggressori
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La Polizia di Stato ha individuato tre giovani ritenuti responsabili di un’aggressione di natura omofoba avvenuta nel centro di Palermo ai danni di una coppia. Per due di loro è scattato l’obbligo di dimora, mentre un terzo destinatario degli arresti domiciliari risulta al momento irreperibile.

I fatti risalgono allo scorso 18 settembre, nei pressi dell’incrocio tra via Roma e via da Procida, a Palermo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le due vittime stavano rientrando nella propria abitazione quando sarebbero state avvicinate da un gruppo di giovani.

L’aggressione sarebbe iniziata con insulti e offese di natura omofoba, per poi degenerare in violenza fisica con calci, pugni e anche con l’utilizzo di un taser.

Le indagini e l’identificazione

Le indagini sono state condotte dalla Sezione Investigativa del commissariato di Pubblica Sicurezza Oreto-Stazione.

Attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, gli elementi forniti dalle vittime e gli approfondimenti investigativi, gli agenti sono riusciti a risalire ai tre presunti responsabili.

Si tratta di un 21enne tunisino, ritenuto il presunto autore materiale dell’aggressione, e di due giovani considerati suoi complici: un 19enne tunisino e un 20enne egiziano.

Le misure cautelari

Nei confronti dei tre è stata emessa un’ordinanza di applicazione di misura cautelare.

Per due degli indagati, rintracciati a Palermo e nel territorio di Marsala, in particolare nelle campagne di Petrosino, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Palermo.

Per il 21enne, attualmente irreperibile, è stata invece applicata la misura degli arresti domiciliari e sono in corso le attività di ricerca.

La responsabilità degli indagati sarà accertata soltanto all’esito del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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