Sabato 20 e domenica 21 giugno 2026, il Gruppo Teatrale della Parrocchia San Paolo ha celebrato una ricorrenza speciale: ben trent'anni di attività sul palcoscenico
Si sono concluse, tra gli applausi e una straordinaria partecipazione di pubblico, le due serate dedicate al teatro e alla solidarietà comunitaria a Gravina di Catania.
Sabato 20 e domenica 21 giugno 2026, il Gruppo Teatrale della Parrocchia San Paolo ha celebrato una ricorrenza speciale: ben trent’anni di attività sul palcoscenico, portando in scena la commedia brillante in tre atti “Dove manca… Dio provvede”, scritta da Giuseppe Firrincieli.
L’evento, condotto magistralmente dal presentatore, il giornalista Bruno Capanna di Video Regione, ha confermato ancora una volta quanto il teatro sia un punto di riferimento fondamentale per l’aggregazione, la cultura e il divertimento sano nel territorio.
La trama, incentrata sulle peripezie della famiglia di Santo Imbrogiano, ha saputo intrattenere il pubblico grazie a un ritmo incalzante e a battute esilaranti radicate nella saggezza popolare. Gli spettatori hanno seguìto con divertimento l’intricata rete di relazioni tra i protagonisti, culminata in un finale che rende perfettamente onore al titolo dell’opera.
Il cast, composto interamente da attori locali e amatoriali, ha dimostrato grande affiatamento e una straordinaria presenza scenica.
Lo spettacolo ha saputo infatti conquistare gli spettatori grazie a una trama coinvolgente e a un cast affiatato, composto da Andrea Farinella, Santina Platania, Giovanna Tartarese, Antonio Messina, Elvira Bagnato, Rosi Saglimbene, Salvo Tartarese, Pina Marino e Raffaele Partescano.
Il successo della messa in scena è stato reso possibile anche dal lavoro meticoloso di Pasquale Castelli, che ha curato regia e suggerimenti, affiancato da Gianni Maugeri e Salvo Tartarese per le scene, e da Giuseppe Cavallo e Gianni Maugeri per luci e suoni.
Le due serate si sono concluse con una lunga ovazione finale, a testimonianza di come, quando c’è la passione e l’impegno di una comunità, “Dove manca… Dio provvede” davvero.
A rendere l’evento ancora più solenne e indimenticabile è stato un momento di forte unione istituzionale e spirituale: al termine dello spettacolo, Giuseppe Firrincieli ha donato alcune delle sue eccellenti opere che testimoniano la sua padronanza della storia siciliana.
Inoltre, durante la serata sono giunti gli encomi del Sindaco di Gravina di Catania Massimiliano Giammusso e del parroco della comunità, Don Rosario Balsamo, che hanno voluto esprimere tutto il loro orgoglio e affetto per questa realtà che da tre decenni rappresenta un pilastro culturale e sociale fondamentale per il territorio.
Dopo il caloroso bagno di folla e gli applausi scroscianti, che hanno concluso la replica di domenica sera alla Parrocchia San Paolo, abbiamo incontrato il collega e autore della commedia, Giuseppe Firrincieli, per farci raccontare la genesi di questa opera che ha animato la comunità di Gravina di Catania.
Il titolo nasce da un modo di dire popolare, una filosofia di vita che spesso ci accompagna nelle difficoltà. Nasce dalla nostra tradizione, dalla saggezza dei nostri nonni. È un modo di dire antico, che racchiude una grande verità: nelle difficoltà della vita, specialmente all’interno di una famiglia modesta e un po’ caotica, sembra sempre che manchi qualcosa — che siano i soldi, la serenità o la fortuna. Ma alla fine, attraverso strade spesso imprevedibili, l’aiuto arriva sempre.
Nella commedia ho voluto declinare questo concetto in chiave ironica, mettendo in scena i tipici “pasticci” all’italiana, o per meglio dire, alla siciliana!
La storia ruota attorno a personaggi come Santo Imbrogiano e la sua famiglia, compresa la moglie Margherita e i figli Rosetta e Tonino. Ho voluto esplorare le dinamiche quotidiane, le interferenze di parenti e amici — come Agatina, la comare Cettina, il compare Ciccio, la cugina Sara e Frate Giacinto — cercando di trasformare le piccole tribolazioni in momenti di brillante comicità.
Assolutamente sì. Vedere i personaggi che ho creato prendere vita, grazie al lavoro di attori che amano straordinariamente il palcoscenico, è sempre una grande emozione.
Sotto la guida attenta di Pasquale Castelli, ogni interprete ha dato il massimo, rendendo la commedia esattamente come l’avevo immaginata. È stato un lavoro di squadra incredibile, valorizzato anche dal comparto tecnico che ha curato scene, luci e suoni con grande precisione.
Sinceramente, speravo che la commedia piacesse, ma vedere la sala così piena e sentire le risate spontanee del pubblico, dall’inizio alla fine, è stata un’emozione indescrivibile.
Noi, in Sicilia, abbiamo l’ardire di dire: “Talìa chi ti cuntu” e non ascolta ciò che ti racconto; noi, mediante il racconto, vogliamo trasmettere le immagini all’interlocutore per renderlo il più partecipe possibile.
Quando scrivi, immagini i personaggi sulla carta, ma vederli prendere vita, grazie a questo splendido gruppo teatrale, e ricevere l’abbraccio della comunità è il premio più grande.
Tutti i personaggi sono un mosaico di caricature e sfaccettature che osservo nella vita di tutti i giorni.
C’è Santo che cerca sempre di barcamenarsi, la moglie Margherita che deve tenere le fila di tutto, i compari, i cugini… e poi la figura comica e singolare di Frate Giacinto.
Il segreto del teatro brillante è proprio questo: far sì che il pubblico ritrovi sul palco un pezzetto del proprio vicino di casa o della propria famiglia, potendone ridere apertamente.
In più c’è un personaggio sempre nominato ma mai comparso. Una tecnica teatrale già in uso nell’antichità.
Le idee non mancano mai!
Diciamo che la vita quotidiana offre continuamente spunti per nuove commedie. Per adesso mi godo questo bellissimo momento insieme alla Parrocchia San Paolo, ma chissà che presto non ci si ritrovi qui per un nuovo debutto.
Di sicuro, finché ci sarà questa energia, continueremo a scrivere e a recitare.
Articolo redatto in collaborazione con Maria Cristina Torrisi