Il difensore Salvatore Pennica ha impugnato l’ordinanza
Approda davanti al tribunale del Riesame di Palermo la posizione di Lamin Danso, 26 anni, originario del Gambia, detenuto con le accuse di tentato omicidio e rissa in relazione agli scontri avvenuti nella notte del 2 agosto a San Leone, durante i quali due giovani agrigentini sono rimasti feriti da colpi di arma da taglio.
Il difensore Salvatore Pennica ha impugnato l’ordinanza con cui il gip di Agrigento aveva disposto nei confronti del 26enne la custodia cautelare in carcere. L’udienza davanti ai giudici del Riesame è stata fissata per il 4 settembre e Danso parteciperà in videocollegamento dal carcere Pasquale Di Lorenzo di Agrigento.
Secondo la ricostruzione sostenuta dalla difesa, il giovane avrebbe reagito dopo essere stato aggredito e picchiato da più persone. Per questo il legale punta sulle ipotesi della provocazione e della legittima difesa.
Danso avrebbe inoltre riferito che, alcuni giorni prima della rissa, un altro giovane agrigentino si sarebbe presentato nella sua abitazione e lo avrebbe picchiato davanti ad alcuni testimoni.
Il 26enne ha anche presentato un esposto contestando la versione fornita da un testimone oculare. Secondo la difesa, infatti, quella ricostruzione non sarebbe compatibile con quanto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di un locale della zona.
La rissa era scoppiata tra piazzale Giglia e viale dei Giardini, nella zona balneare di San Leone. Due giovani erano rimasti feriti, tra cui un 17enne raggiunto da diversi fendenti.
Il gip non aveva convalidato il fermo di Danso, ma aveva comunque disposto la sua permanenza in carcere ritenendo sussistenti le esigenze cautelari.
Nell’ambito della stessa vicenda altri tre giovani risultano indagati per rissa. Sarà adesso il tribunale del Riesame a pronunciarsi sulla misura cautelare applicata al 26enne.