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06.07.2026

Estorsione aggravata dal metodo mafioso, revocato l’obbligo di dimora alla figlia di Totò Riina

di Redazione | 1 min di lettura

La donna è indagata insieme al marito Antonino Ciavarello nell'ambito di un'inchiesta della Dda fiorentina

Estorsione aggravata dal metodo mafioso, revocato l’obbligo di dimora alla figlia di Totò Riina
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Maria Concetta Riina torna libera dopo la decisione del gip di Firenze, che ha accolto la richiesta presentata dalla difesa.

La figlia di Totò Riina era sottoposta all’obbligo di dimora a Corleone nell’ambito di un procedimento che la vede indagata, in concorso con il marito Antonino Ciavarello, per ipotesi di estorsione compiuta e tentata aggravata dal metodo mafioso nei confronti di due imprenditori toscani.

L’inchiesta della Dda di Firenze

Nell’ambito dell’indagine fiorentina, Maria Concetta Riina era stata precedentemente sottoposta alla custodia cautelare in carcere.

A gennaio il gip aveva poi disposto la sostituzione della misura, applicando per lei e per il marito l’obbligo di dimora nel comune di Corleone.

La conclusione delle indagini

A maggio è arrivata la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, pochi giorni prima della decisione del Tribunale del Riesame che aveva respinto il ricorso della Procura contro la sostituzione della misura cautelare in carcere.

La posizione degli indagati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria e le eventuali responsabilità saranno accertate nel corso del procedimento.

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