"Sono scappato perché non avevo la patente", le parole del 18enne
Avrebbe tentato di sottrarsi a un controllo dei carabinieri dando vita a una fuga a tutta velocità, durante la quale avrebbe anche rischiato di investire uno dei militari. Protagonista della vicenda un 18enne, arrestato a Licata e successivamente sottoposto all’obbligo di dimora.
Il gip del tribunale di Agrigento, Michele Dubini, ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del giovane l’obbligo di dimora a Campobello di Licata, con la prescrizione di rimanere nella propria abitazione dalle 21 alle 7.
L’episodio si è verificato venerdì lungo la strada che da Licata conduce verso le località balneari di Mollarella e Pisciotto. Secondo quanto ricostruito, il 18enne si trovava alla guida di una Seat Ibiza con a bordo altri due passeggeri.
Alla vista dell’alt dei carabinieri avrebbe inizialmente accostato, per poi ripartire improvvisamente. Uno dei militari sarebbe stato costretto a indietreggiare per evitare di essere travolto.
Da quel momento è iniziato un inseguimento per oltre tre chilometri lungo la strada provinciale 67. Durante la fuga il giovane avrebbe raggiunto una velocità di circa 160 chilometri orari, effettuando diversi sorpassi e proseguendo la marcia nonostante sirene e lampeggianti.
La corsa si è conclusa quando il 18enne avrebbe imboccato una rotonda contromano, perdendo successivamente il controllo della vettura e finendo contro un palo della rete telefonica.
Nell’incidente sono rimasti feriti sia il conducente sia i due passeggeri. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in cinque e sei giorni.
Davanti al giudice il giovane ha ammesso i fatti, spiegando di essere fuggito perché non aveva mai conseguito la patente di guida. Il 18enne avrebbe inoltre chiesto scusa per aver messo in pericolo sé stesso e le altre persone presenti sulla strada.
Dopo la convalida dell’arresto, il giovane è stato rimesso in libertà con l’applicazione dell’obbligo di dimora e delle prescrizioni stabilite dal gip.