Scarpinato: "Tuteliamo l'identità dei territori"
Prendono il via i lavori di restauro e manutenzione straordinaria di una delle guglie maiolicate della chiesa di Santa Maria di Loreto, nel cuore di Petralia Soprana. L’intervento punta a fermare i fenomeni di degrado e il cedimento di alcune parti dell’apparato decorativo.
Il progetto, redatto dalla Soprintendenza dei beni culturali di Palermo, dispone di un finanziamento complessivo di 143.500 euro. I lavori sono stati affidati alla Scancarello srl di Palermo e dovranno essere conclusi entro 180 giorni dalla consegna.
Al centro dell’intervento c’è il particolare rivestimento della guglia, realizzato secondo una tecnica tradizionale delle Madonie attraverso elementi in cotto smaltato conosciuti localmente come “scarpuzze”, disposti in fasce concentriche.
Una struttura che svolge contemporaneamente una funzione decorativa e autoportante e che rappresenta uno degli elementi più riconoscibili della chiesa e del borgo madonita.
La prima fase riguarderà la messa in sicurezza della guglia. Saranno quindi effettuate indagini geofisiche con tecnologia Georadar per individuare eventuali vuoti, distacchi o elementi strutturali nascosti.
Successivamente verrà realizzato un rilievo tridimensionale con laser scanner, attraverso il quale sarà possibile catalogare singolarmente gli elementi ceramici, registrandone forma, dimensioni e colore.
Terminati gli accertamenti, saranno smontate le parti distaccate o considerate a rischio. Le “scarpuzze” ancora integre verranno pulite, consolidate e ricollocate, mentre quelle non recuperabili saranno sostituite utilizzando materiali e lavorazioni artigianali tradizionali. Sono previsti anche interventi di impermeabilizzazione e sigillatura dei punti più vulnerabili.
La chiesa di Santa Maria di Loreto sorge nel centro storico di Petralia Soprana, in un’area dove anticamente si trovava il castrum romano, successivamente trasformato in convento carmelitano.
L’edificio conserva testimonianze delle sue origini medievali e rinascimentali, mentre l’aspetto attuale deriva soprattutto dagli interventi settecenteschi. La facciata barocca è dominata dai due campanili gemelli con guglie rivestite di maioliche policrome verdi, gialle e blu. La guglia del campanile est è protetta da una struttura di contenimento realizzata dai Vigili del fuoco dopo il terremoto del 2002.
Per l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, l’intervento riguarda un elemento architettonico diventato nel tempo un simbolo riconoscibile della comunità.
“Preservare oggi significa permettere alle generazioni di domani di continuare a conoscere e vivere questi luoghi”, ha dichiarato Scarpinato, sottolineando come la tutela di questi elementi contribuisca a mantenere vivo il legame tra i territori e la loro storia.
Foto in copertina: da sinistra don Calogero Falcone, parroco; Filippo Davì, architetto della soprintendenza dei Beni culturali di Palermo; Selima Giuliano, soprintendente dei Beni culturali di Palermo; Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana; Pietro Macaluso, sindaco di Petralia Soprana, e Gaetano Scancarello, della ditta Scancarello srl