Tre incendi in pochi giorni in altrettante realtà produttive del Catanese riaccendono il dibattito sulla sicurezza nelle aziende e sulle possibili conseguenze
Tre incendi in pochi giorni in altrettante realtà produttive del Catanese riaccendono il dibattito sulla sicurezza nelle aziende e sulle possibili conseguenze per lavoratori e cittadini. A intervenire è l’UGL Catania, che chiede di rafforzare prevenzione, controlli e piani di emergenza.
Dalla Sogeri alla Sicil Oil fino all’ultimo rogo alla Ecotek, il sindacato pone l’attenzione sulla frequenza degli episodi e sulle ripercussioni che un incendio industriale può avere anche ben oltre i confini delle aziende coinvolte.
“Un incendio dopo l’altro, in pochi giorni, non può essere considerato una semplice successione di episodi isolati. Quando un rogo coinvolge un’azienda, mette in pericolo i lavoratori, paralizza le attività vicine, blocca la viabilità e sprigiona nell’aria nubi nere che interessano anche la popolazione. Siamo davanti a un problema che riguarda l’intero territorio”, afferma Giovanni Musumeci, segretario provinciale dell’UGL Catania.
Il riferimento è ai recenti incendi che hanno coinvolto la Sogeri, azienda operante nel settore della plastica nella Zona Industriale di Catania, la Sicil Oil, deposito di oli esausti nella zona di Aci Sant’Antonio, e infine la Ecotek, nuovamente nell’area industriale del capoluogo etneo.
Episodi che, secondo quanto evidenziato dal sindacato, hanno determinato danni alle strutture, evacuazioni dei lavoratori, rallentamenti o interruzioni delle attività nelle aziende vicine e disagi alla circolazione.
L’UGL richiama l’attenzione anche sulle conseguenze che i roghi possono avere sulla popolazione residente nelle zone interessate.
“Non possiamo ignorare quello che accade fuori dai cancelli delle imprese – aggiunge Musumeci –. Le colonne di fumo nero sprigionate dagli incendi sono state imponenti e hanno interessato aree abitate e produttive. La qualità dell’aria e la tutela della salute dei cittadini devono essere una priorità, così come la necessità di garantire rapidamente informazioni chiare alla popolazione quando si verificano situazioni di questo tipo”.
Nessuna conclusione viene avanzata sulle origini dei diversi incendi, che dovranno essere stabilite attraverso gli accertamenti degli organi competenti. Per il sindacato, però, la vicinanza temporale tra gli episodi rende necessario rafforzare l’attività preventiva.
“Le cause dei singoli incendi dovranno naturalmente essere accertate dagli organi competenti – prosegue Musumeci – ma proprio la loro ravvicinata successione impone una riflessione sulla prevenzione. Servono controlli, manutenzioni, sistemi antincendio adeguati e piani di emergenza realmente efficaci e conosciuti dai lavoratori. La sicurezza non può essere affrontata soltanto quando le fiamme sono già divampate“.
Sulla questione interviene anche Angelo Mazzeo, segretario provinciale e vice nazionale UGL Metalmeccanici, sottolineando come gli effetti di un incendio industriale possano coinvolgere un’area molto più vasta rispetto all’azienda direttamente interessata.
“La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere considerata insieme alla sicurezza del territorio. Un incendio industriale può produrre conseguenze immediate sulla produzione e sull’occupazione, ma anche sulla viabilità, sulle aziende confinanti e sulla popolazione. Per questo è necessario rafforzare prevenzione e controlli e verificare che ogni realtà produttiva sia adeguatamente preparata a gestire un’emergenza”.
L’UGL Catania conclude esprimendo vicinanza e riconoscenza ai vigili del fuoco impegnati nella gestione delle diverse emergenze.
Il sindacato rivolge “un ringraziamento particolare ai Vigili del fuoco, che ancora una volta hanno lavorato incessantemente in condizioni di estremo pericolo, mettendo a rischio la propria incolumità per proteggere lavoratori, cittadini e territorio”.