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14.10.2026
In aggiornamento

Operazione Nexus a Siracusa, appalti “agli amici” e presunte dazioni di denaro: sette misure cautelari

Il presunto sistema tra politica, imprenditori, tecnico comunale e un carabiniere

Operazione Nexus a Siracusa, appalti “agli amici” e presunte dazioni di denaro: sette misure cautelari

Un presunto sistema illecito nella gestione degli appalti pubblici, un “pizzino” con l’elenco delle imprese considerate “amiche”, presunte dazioni di denaro e affidamenti che sarebbero stati utilizzati anche come strumento di compensazione del sostegno politico. È quanto emerge dall’operazione “Nexus”, che ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari personali nel Siracusano.

Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Digos di Siracusa e coordinate da Amelia Luise e Calogero Ferrara, Procuratori Delegati della Procura Europea (EPPO) – Ufficio di Palermo.

A emettere l’ordinanza è stato il gip del Tribunale di Siracusa, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda un presunto e articolato sodalizio interessato al meccanismo di affidamento e gestione di lavori pubblici nel territorio siracusano.

Sette misure cautelari: un arresto in carcere e due ai domiciliari

Il provvedimento dispone una custodia cautelare in carcere e due misure degli arresti domiciliari.

Nei confronti di altri quattro operatori economici è stato invece disposto, per la durata di 12 mesi, il divieto di esercitare attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze finalizzate all’ottenimento di contributi comunitari o statali.

Le contestazioni formulate, a vario titolo, riguardano i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Il presunto sistema tra politica, imprenditori, tecnico comunale e un carabiniere

Al centro della ricostruzione degli investigatori ci sarebbe stato un sistema stabile di rapporti tra una figura politico-istituzionale locale, un appartenente all’Arma dei carabinieri, un tecnico comunale con funzioni di Rup negli appalti pubblici e un gruppo di imprenditori attivi nel settore delle costruzioni.

Il militare, al tempo dei fatti oggetto dell’indagine, prestava servizio nella sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania.

È proprio attorno ai rapporti tra queste diverse figure che gli investigatori avrebbero ricostruito il presunto meccanismo attraverso il quale sarebbero stati gestiti alcuni affidamenti pubblici.

L’Ostello per migranti di Cassibile al centro dell’inchiesta

Gli accertamenti sono partiti, in particolare, dalla realizzazione e dal successivo ampliamento dell’Ostello per lavoratori migranti di Cassibile, struttura destinata ad accogliere i lavoratori stagionali impegnati nel settore agricolo.

Sotto la lente degli investigatori è finito il progetto di ampliamento denominato “ACCA – Azioni di contrasto al Caporalato – Emergenza alloggiativa”.

Il progetto è stato finanziato attraverso fondi europei nell’ambito del PON “Legalità” FESR/FSE 2014-2020, con risorse per circa 1,67 milioni di euro destinate al Comune di Siracusa.

Le indagini hanno riguardato le procedure relative ai lavori, alle forniture, ai moduli abitativi e alle attrezzature previste per la struttura.

Proprio le verifiche sull’effettiva esecuzione di questi interventi rappresenterebbero uno dei principali punti dai quali sono partiti gli approfondimenti investigativi.

Appalti come presunta “compensazione” del sostegno elettorale

La ricostruzione delineata dal gip descrive una gestione della funzione pubblica che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata piegata a interessi personali, economici ed elettorali.

Gli affidamenti pubblici, invece di essere utilizzati esclusivamente per perseguire l’interesse della collettività, sarebbero diventati – secondo quanto contestato – uno strumento per compensare il sostegno politico, distribuire utilità economiche e consolidare rapporti personali tra amministratori, intermediari e imprenditori.

Nell’ordinanza il gip fa riferimento, in particolare, a una gestione degli affidamenti utilizzata come forma di “compensazione” del sostegno elettorale e di attribuzione reciproca di vantaggi.

Il ruolo del militare e le presunte informazioni investigative riservate

Particolare rilievo assume la posizione del militare dell’Arma dei carabinieri coinvolto nell’inchiesta.

Il gip lo indica come una figura apicale del presunto sodalizio, nonché come il collegamento tra la componente politico-amministrativa e quella imprenditoriale.

Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe sfruttato le proprie relazioni e il ruolo ricoperto nella polizia giudiziaria sia per favorire l’accesso a lavori pubblici, sia, in altre circostanze, per acquisire e divulgare informazioni investigative riservate.

Proprio nei suoi confronti il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo particolarmente intense le esigenze cautelari anche alla luce della capacità di relazione e di coordinamento che avrebbe avuto con gli altri soggetti coinvolti.

Il “pizzino” con l’elenco delle imprese considerate “amiche”

Tra gli elementi ritenuti di maggiore rilievo nell’ordinanza figura anche il ritrovamento, durante le attività investigative, di un vero e proprio “pizzino” con l’elenco delle imprese considerate “amiche”.

Secondo la ricostruzione investigativa, il documento sarebbe stato consegnato al referente politico-istituzionale in vista di successive procedure di affidamento.

Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito alcune conversazioni dalle quali emergerebbero un patto di riservatezza tra i protagonisti, il ricorso a sistemi di comunicazione ritenuti non tracciabili e la disponibilità ad adattare successivamente la documentazione amministrativa.

Quest’ultimo passaggio, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe servito a giustificare anomalie che erano già emerse nell’esecuzione di alcuni lavori pubblici.

“Abbiamo dato tanto, oltre misura”: lavori vicini al milione di euro

Nell’ordinanza viene richiamata anche una conversazione ritenuta particolarmente significativa.

Parlando dei lavori già attribuiti alle imprese considerate vicine, la figura politico-istituzionale avrebbe sottolineato come fosse stato assegnato loro “tanto” e “oltre misura”, evidenziando come difficilmente un’impresa avrebbe potuto ottenere, nell’arco di un solo anno, un volume simile di lavori.

Il valore degli affidamenti sarebbe stato infatti vicino al milione di euro.

Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, l’episodio costituirebbe uno degli elementi indicativi di una concezione degli appalti pubblici come risorse da distribuire nell’ambito di rapporti fiduciari, anziché esclusivamente sulla base dei principi di imparzialità, concorrenza e tutela dell’interesse pubblico.

Le ipotesi sulle dazioni di denaro e sui pagamenti

Le indagini avrebbero documentato anche ipotesi di dazioni di denaro e altre utilità collegate agli affidamenti pubblici.

Tra le contestazioni compare una somma rilevante di denaro che sarebbe stata destinata a figure politico-istituzionali, oltre a pagamenti periodici che sarebbero stati effettuati in favore di tecnici comunali.

Vengono contestate anche dazioni di denaro al militare, che secondo l’ipotesi investigativa avrebbero rappresentato la remunerazione per l’attività di procacciamento dei lavori.

In un distinto episodio di traffico di influenze, inoltre, l’ordinanza richiama la promessa di una percentuale prestabilita sul corrispettivo dei lavori pubblici, alla quale si sarebbe aggiunta una cifra fissa come compenso per l’attività di intermediazione.

Le sette misure cautelari sono state adottate nella fase delle indagini preliminari e tutte le contestazioni contenute nell’ordinanza hanno carattere provvisorio. Le persone coinvolte devono pertanto essere considerate innocenti fino a quando un’eventuale responsabilità non venga accertata con sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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