Lo stato di allerta per l’emergenza Coronavirus resta alto in tutta Italia. Molte le polemiche sulle misure prese dal Governo con l’ultimo decreto legge che impone la chiusura di tutte le attività produttive non necessarie. Molte anche le incertezze che attraversano gli italiani.
La situazione economica del Paese, prima della diffusione della pandemia era già dura e l’emergenza sanitaria non ha fatto altro che inasprire lo stato di fatto. “Misure dure ma necessarie“, ha spiegato in questo modo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In un’intervista rilasciata a El Paìs, Conte afferma che è stata l’ultima decisione assunta e la più dura. La ripresa delle attività avverrà in maniera graduale e non prima di avere dei dati positivi per quanto riguarda i contagi e i guariti, per un periodo di tempo che superi le 24 ore.
La gente per le strade continua a essere numerosa e ad attestarlo sono i numerosi blocchi effettuati dalle forze dell’ordine. “La crisi si sta trasformando da sanitaria a economico-sociale. La gente sta effettuando grandi sacrifici e il malessere sta crescendo“, afferma il premier italiano sul quotidiano spagnolo.
Ciò che pare chiaro è che le restrizioni non diminuiranno entro il 3 aprile, come era stato deciso all’inizio di questa emergenza, ma pare che verranno ulteriormente prolungate fino a dopo Pasqua. Al momento l’unica data certa, quella del 18 aprile, riguarda la Lombardia dove si registrano i numeri maggiori sia di contagio che di decessi e, fino a questo momento le misure adottate in questa regione sono poi state ampliate al resto del Paese.
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