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03.10.2017

Palermo, 5 arresti per intestazione fittizia: c’è anche Federico il “re” dei detersivi. IL VIDEO

di Redazione | 2 min di lettura
Palermo, 5 arresti per intestazione fittizia: c’è anche Federico il “re” dei detersivi. IL VIDEO

PALERMO –  Intestazione fittizia di beni, ecco il capo d’accusa per 5 persone arrestate questa mattina a Palermo dalla polizia tributaria.

Tra gli arrestati  Giuseppe Federico, altrimenti “noto” come re dei detersivi, e Luigi Miserendino, commercialista, scelto dalla sezione Misure di prevenzione per gestire il patrimonio del re dei detersivi.

Lo scorso marzo, infatti, la sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo aveva confiscato il patrimonio del commerciante, “re” nella distribuzione dei detersivi, ritenuto vicino al clan mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale; passano allo Stato dunque 450 milioni di euro tra beni immobili, mobili, quote di società, titoli e denaro per circa.

In realtà a Giuseppe Federico, oltre alla confisca del patrimonio, è stata imposta la misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza; l’uomo, però, fu prima processato (e assolto) per concorso in associazione mafiosa e riciclaggio.

Per il collegio, presieduto da Giacomo Montalbano, ci sono indizi che Ferdico sia mafioso e che abbia riciclato denaro di Cosa nostra.

A suo carico i giudici citano le dichiarazioni di una serie di collaboratori di giustizia, Onorato, Galatolo, Spataro, che lo descrivono come un imprenditore “pronto a dare il suo contributo” ai clan e disposto a ripulire soldi sporchi. La sua vicinanza alle cosche gli avrebbe consentito di imporsi sul mercato e gli avrebbe “garantito una rapida espansione e un accesso al credito bancario”.

Altri nomi importanti nell’inadagine sarebbero Salvatore e Sandro Lo Piccolo, boss di San Lorenzo, che, per il collegio, avrebbero avuto rapporti con Federico, al punto da far descrivere l’imprenditore, nel provvedimento, come “socialmente pericoloso” imponendogli così sorveglianza speciale per tre anni e sei mesi.

I beni confiscati sono tanti e vari: diversi terreni nel comune di Palermo, uno stabilimento industriale a Carini, decine di appartamenti, conti correnti e il capitale sociale della “Ferdico Giuseppe e C s.n.c”

All’ascesa imprenditoriale di Ferdico – secondo i magistrati – risulta associata la costante capacità di meritare la fiducia di numerosi esponenti di spicco della consorteria tanto da inserirsi a pieno titolo tra i riciclatori del denaro di una delle famiglie mafiose più radicate nel tessuto economico della città come quella dell’Acquasanta”.

 

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