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19.08.2020

“One Humanity”, aiuto umanitario come salvezza di un mondo in crisi

di Marianna Strano
“One Humanity”, aiuto umanitario come salvezza di un mondo in crisi
Indice

Nella Giornata mondiale dell’aiuto umanitario è fondamentale ricordare quanto questo sia una fonte di salvezza in un mondo visibilmente in crisi. Specialmente nel 2020, un anno così anomalo e preoccupante sotto molteplici punti di vista.

Per quest’anno lo slogan è “One Humanity”, una sola umanità. Tutti insieme contro ciò che affligge il mondo.

Giornata mondiale dell’aiuto umanitario: di cosa si tratta

La Giornata mondiale dell’aiuto umanitario (World Humanitarian Day) è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2009 con la Risoluzione A/RES/63/139 e si celebra il 19 agosto di ogni anno.

La data non è casuale: è stata scelta in ricordo del bombardamento della sede delle Nazioni Unite di Baghdad nel 2003. In quel tremendo attacco, in un contesto fatto di guerra e tensioni, persero la vita 22 persone. Persone che si trovavano in quella terra difficile nel cuore del Medio Oriente per aiutare gli altri.

Non tolleravano di osservare bambini e adulti poveri ed emarginati, sommersi da scontri e violenze. Hanno scelto di agire, ma purtroppo la scellerata azione dei terroristi ha interrotto il loro lavoro. Non si è trattato dell’unico episodio, purtroppo: negli ultimi 20 anni sono stati molteplici gli attentati, i sequestri e le violenze ai danni di persone e associazioni impegnate nell’aiuto umanitario.

Il 19 agosto diventa quindi un’occasione per celebrare gli operatori umanitari nel mondo e ricordare chi ha perso la vita in virtù del sacrificio per gli altri. Una scelta che richiede dedizione, amore e coraggio.

Attività e obiettivi 

“L’aiuto umanitario si basa su una serie di principi fondamentali, tra questi: l’umanità, l’imparzialità, la neutralità e l’indipendenza. Secondo il diritto internazionale consuetudinario, agli operatori umanitari deve essere sempre garantito l’accesso nei paesi colpiti da crisi umanitarie, conflitti o disastri climatici, al fine di fornire un’assistenza che per molti fa la differenza tra vita e morte”, si legge nel sito italiano dell’Onu.

Il lavoro umanitario però non si limita alla gestione delle aree di conflitto, ma consiste anche nel supporto psicologico-sociale alle comunità e ai suoi individui e alle attività di prevenzione delle crisi e a favore della pace e della cooperazione internazionale su ogni tema, dall’ambiente ai conflitti etnici.

Gli operatori in questo campo hanno un intero mondo da gestire: la loro presenza, infatti, non è richiesta solo nelle terre colpite da calamità o disgrazie, ma in tutti i Paesi. La categoria comprende chi gestisce e costruisce ospedali, chi si prodiga per i rifugiati da ogni angolo del mondo, chi ricostruisce case dopo un disastro, chi denuncia minacce e soprusi e molti altri. Il tutto naturalmente con il supporto delle istituzioni internazionali.

Agenda per l’Umanità: quali sono le emergenze da affrontare?

Quali sono i “temi caldi” dell’aiuto umanitario? Agenda for Humanity individua 5 priorità:

  • Una leadership globale per prevenire e porre fine ai conflitti.
  • Garantire la salvaguardia degli individui e delle norme che li proteggono.
  • Non lasciare nessuno indietro.
  • Cambiare la vita delle persone in meglio, rispondendo ai loro bisogni.
  • Investire sulle persone ancor prima che su oggetti materiali.

“One Humanity”: il tema del 2020

In quest’anno dominato dalla pandemia il tema scelto è “One Humanity”. Perché è nei momenti più complicati che bisogna dimostrare di appartenere allo stesso pianeta e di avere tutti eguali diritti.

I rischi legati ai contagi diffusi nel mondo non hanno fermato tutti i conflitti e le restrizioni e le limitazioni non fanno altro che rendere ancora più complesso l’agire degli addetti. La sfida maggiore per il 2020 è stata senza dubbio la presenza del Covid-19. Tuttavia, Governi, Ong e volontari hanno continuato a essere in prima linea nell’aiuto ai meno fortunati, tentando di conciliare il rispetto delle norme sanitarie con la necessità di fornire un supporto a chi vive in condizioni precarie o affronta altre emergenze.

In merito alla pandemia, sono 3 le strategie principali messe in atto dal Global Humanitarian Response Plan:

  • Contenere la diffusione del virus, mirando a diminuirne la mortalità;
  • contrastare il deterioramento dei diritti umani e sociali in Paesi a rischio;
  • assistere e proteggere i rifugiati e le comunità vulnerabili.

Tutto ciò non sarebbe possibile senza le persone. #RealLifeHeroes è la campagna globale dedicata alla storia di quei piccoli grandi eroi che continuano giorno dopo giorno a non lasciare nessuno indietro. Sono persone che hanno portato un sorriso, una mano laboriosa e delle orecchie pronte all’ascolto nelle aree più disagiate, mettendo al primo posto l’essere umani. L’ultima speranza in un mondo sempre più in crisi di valori.

Foto di TitusStaunton da Pixabay