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04.05.2015

La Traiettoria Ideale di Giovanni Totaro sul “preside volante” ripercorre trionfi ed umanità di Nino Vaccarella

di Redazione
La Traiettoria Ideale di Giovanni Totaro sul “preside volante” ripercorre  trionfi ed umanità di Nino Vaccarella

PALERMO – Grande successo venerdì 1 maggio, al cinema De Seta, all’interno dei Cantieri Culturali della Zisa a Palermo, per la prima del film-documentario “La traiettoria ideale” del giovane regista palermitano Giovanni Totaro, che in quaranta minuti ha ritratto la leggenda dell’automobilismo Nino Vaccarella in un inedito equilibrio tra la sua ventennale catena di successi sportivi e la sfera più privata ed umana.

Protagonisti del documentario, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia in collaborazione con l’Automotoclub Storico Italiano (ASI) sono appunto Nino Vaccarella, celebre pilota di auto “sport prototipi” e rally, attivo dal ’56 al ’73, soprannominato “il preside volante” dai cronisti dell’epoca e suo figlio Giovanni pilota anche lui negli Anni 90.

“Ho conosciuto Nino Vaccarella e il figlio Giovanni– ci dice Giovanni Totaro – in occasione delle mie riprese per lo spot del Museo della Targa Florio di Collesano. Dopo i primi sopralluoghi ho subito riconosciuto Vaccarella come personaggio chiave degli anni d’oro dell’automobilismo isolano e gli ho chiesto di incontrarci. Successivamente, al secondo anno della mia frequenza ai corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia, mi è stato richiesto di realizzare, come è prassi, quella che viene chiamata una Biopic, ovvero una pellicola biografica. Il pensiero è andato direttamente al prof. Vaccarella, con l’intenzione di raccontare sì il campione ma di andare oltre e aggiungere alle tante vittorie, nelle più importanti gare sulle più prestigiose e potenti auto del periodo, anche l’uomo che è oggi. Ho desiderato presentare una figura più “rotonda” tra il suo impegno pubblico nel supporto alle manifestazioni automobilistiche odierne e la sua vita privata e il rapporto con il figlio Giovanni. Ho scelto di evidenziare la condivisione della loro passione per le corse che è stata centrale nelle vite di entrambi, indirizzandone la carriera e gli impegni e che ha distribuito i suoi connaturati pericoli, rischiando in più occasioni di interrompere la carriera di Nino e colpendo più duramente Giovanni che, poco più che ventenne, perde l’uso delle gambe in un incidente durante una ricognizione pre-gara in vista della targa Florio del ’93”.

Col suo approccio diretto, il film risulta in qualche modo più tenero; rende il Vaccarella “amante delle auto purché potenti” effettivamente un uomo, davanti all’eterno rinnovarsi del confronto generazionale tra i desideri di un figlio e le aspettative del padre, confronto cristallizzato nel ricordo di un evento che i due si trovano a riaffrontare, in occasione del documentario, nel momento in cui analizzano le foto dell’incidente di Giovanni.

Appena suggeriti ma del tutto evidenti i rimpianti, le accuse e la gratitudine per essere ancora insieme. Centrato quindi il proposito del regista di partire da un personaggio noto per raccontare una storia non destinata solamente agli appassionati delle corse ma perfettamente comprensibile e perciò apprezzabile, da un pubblico ben più vasto.

Raggiunto in sala il prof. Vaccarella che aveva a fianco il presidente dell’ASI Roberto Loi e il grande pilota e compagno di squadra Jean Guichet, venuto appositamente dalla Francia , gli abbiamo chiesto a quale delle tante auto da sogno, che ha avuto occasione di pilotare, sia rimasto maggiormente legato e che cosa pensi dell’attuale mondo delle corse. “Sicuramente -dice Nino Vaccarella – le Ferrari; certamente la 512M e la P4 ma in realtà alla P2, sebbene un po’ meno potente, sono legati ricordi di gare bellissimeOggi seguo da vicino le tante manifestazioni sportive di categoria come testimonial e per patrocinio e c’è ancora un discreto numero di appassionati”.

Ma il “preside volante”, con lo sguardo fiero di chi è giustamente orgoglioso dei tanti successi conseguiti nella sua carriera, si lascia scappare una battuta probabilmente condivisa da molti: “Certo, con l’aumentare della potenza delle auto, era diventato intollerabile il numero di incidenti gravi che hanno coinvolto tanti campioni più o meno famosi ma non seguo praticamente la Formula 1 perché, da guardare, ora risulta piuttosto noiosa”.

Uno straboccante pubblico in platea ha accolto con entusiasmo “La traiettoria ideale”, tributando applausi durante tutti i titoli di coda e continuando a riaccendersi delle luci in sala. Il film, girato prevalentemente tra l’abitazione di Vaccarella e il centro sportivo, include riprese del circuito delle Madonie, principalmente nella zona di Caltavuturo.

In Francia, la troupe è stata accolta all’interno del circuito automobilistico di Le Mans. I materiali d’archivio sono stati concessi dall’Istituto Luce, da Rai Teche e dal Centro Documentazione Alfa Romeo di Arese. Dopo la prima palermitana è prevista una proiezione a Roma il 6 maggio presso la Casa del Cinema e a seguire quelle di Milano e Torino. Nelle foto il giovane regista Giovanni Totaro e Nino Vaccarella.

Davide Bologna