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24.08.2017

Enna, maxi sequestro per oltre 4,6 milioni di euro: nel mirino dei finanzieri un’azienda di prodotti petroliferi

di Redazione
Enna, maxi sequestro per oltre 4,6 milioni di euro: nel mirino dei finanzieri un’azienda di prodotti petroliferi

ENNA – I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Enna hanno eseguito un sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di oltre 4.650.000 euro, equivalente all’imposta evasa, riconducibili all’amministratore di una società della provincia ennese del settore della commercializzazione all’ingrosso di prodotti petroliferi.

Il sequestro, emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Enna, su richiesta della locale procura della Repubblica, ha colpito ben 45 immobili nella provincia di Enna, una auto e somme di denaro, titoli e valori mobiliari nella disponibilità del citato soggetto.

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Il provvedimento patrimoniale cautelare deriva da una verifica fiscale, avviata lo scorso anno e conclusasi nel mese di novembre, all’esito della quale le fiamme gialle ennesi hanno rivelato un raffinato sistema di frode, “carosello”, messo a punto per usufruire illecitamente della detrazione dell’iva attraverso l’acquisto di carburante da soggetti “compiacenti”, che ha consentito un notevole risparmio di imposta, di fatto non solo non pagata, ma anche detratta, e, quindi, una rapida affermazione nel settore dei carburanti, grazie a prezzi concorrenziali praticati e condizioni di pagamento largamente dilazionati concessi ai clienti.

Nel dettaglio, la minuziosa indagine dell’impianto contabile della società ha permesso di rilevare che la frode dell’imposta avveniva attraverso l’utilizzo di fatture emesse da “cartiere”, vale a dire soggetti fittizi che formalmente compravano la merce da grossi depositi di prodotti petroliferi, motivandone l’acquisto come destinati all’esportazione o, in alcuni casi, da vari “buffer”, ovvero soggetti formalmente interposti tra l’azienda e le stesse “cartiere”, costituiti proprio per non far emergere immediate situazioni di allarme fiscale che avrebbero potuto attirare i controlli ispettivi.

Al termine dell’attività tributaria, oltre alla segnalazione all’agenzia dell’entrate per l’avvio delle procedure di accertamento e riscossione delle imposte evase, è scattata, per l’amministratore della società, la denuncia alla procura della Repubblica di Enna per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.