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14.09.2026

Crollo di Pistunina, si allarga l’inchiesta: indagato anche l’ingegnere che collaudò la palazzina nel 1992

di Redazione | 2 min di lettura
Crollo di Pistunina, si allarga l’inchiesta: indagato anche l’ingegnere che collaudò la palazzina nel 1992

Si allarga l’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina, costato la vita a sei persone. Nel registro degli indagati è stato iscritto anche l’ingegnere Francesco Colonna, 91 anni, che nel 1992 collaudò l’edificio.

La Procura guidata da Antonio D’Amato sta dunque approfondendo non soltanto i lavori più recenti eseguiti al piano terra, ma anche la fase originaria di costruzione e collaudo della palazzina, con l’obiettivo di chiarire perché l’edificio sia collassato in modo così improvviso.

Pistunina, l’inchiesta risale alla costruzione dell’edificio

L’iscrizione di Colonna nel registro degli indagati segna un nuovo passaggio dell’attività investigativa. Gli inquirenti intendono verificare come sia stata realizzata la struttura e quale fosse la qualità dei materiali impiegati.

Tra le ipotesi oggetto di accertamento c’è anche quella dell’utilizzo di cemento depotenziato, una delle piste sulle quali stanno lavorando i Carabinieri.

Al momento, si tratta di ipotesi investigative che dovranno essere verificate attraverso consulenze tecniche, analisi dei materiali e acquisizione della documentazione relativa alla costruzione dell’immobile.

I lavori al piano terra prima del crollo

Al piano terra della palazzina erano in corso lavori di ammodernamento in vista dell’apertura di un supermercato.

Per questo motivo erano già finiti nel registro degli indagati l’imprenditore Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì, entrambi presenti a Pistunina il giorno del crollo.

Una delle piste seguite dagli investigatori riguarda la possibilità che gli interventi eseguiti durante i lavori abbiano potuto interessare o danneggiare elementi strutturali portanti dell’edificio.

Anche questa circostanza è ancora oggetto di accertamento.

Indagato anche il progettista della palazzina

Fin dalle prime fasi dell’inchiesta era emerso anche il nome dell’ingegnere Pietro Leone, progettista della palazzina e parente dei proprietari rimasti vittime nel crollo.

Gli investigatori starebbero inoltre valutando eventuali interventi effettuati sull’edificio negli anni precedenti, per ricostruire tutte le modifiche subite dalla struttura nel tempo.

L’obiettivo è comprendere se il cedimento sia riconducibile a un singolo fattore oppure a una combinazione di cause.

Nuovi campioni prelevati dalle macerie

Intanto proseguono gli accertamenti tecnici.

Oggi è stato prelevato altro materiale dalle macerie accumulate nel parcheggio del San Filippo. I campioni saranno sottoposti ad analisi per verificare caratteristiche e qualità dei materiali utilizzati nella costruzione della palazzina.

Gli esiti degli esami potrebbero rivelarsi determinanti per chiarire se esistano anomalie nel calcestruzzo o in altri componenti strutturali.

L’inchiesta resta aperta e le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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