PALERMO – Dall’inizio del 2018, una serie di controlli a enti, associazioni e cooperative sociali che gestiscono centri di prima accoglienza per cittadini extracomunitari, nelle provincie di Messina, Trapani e Ragusa, sono stati effettuati dai carabinieri per la Tutela del Lavoro di Palermo, d’intesa con il dipartimento del lavoro della Regione Siciliana. I controlli sono stati indirizzati all’accertamento delle regolari condizioni di lavoro degli addetti, al rispetto delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e alla verifica della sussistenza dei requisiti minimi previsti dalla legge.
Nella provincia di Messina sono stati 5 i datori di lavoro denunciati alle procure della Repubblica competenti per aver omesso la redazione del documento di valutazione dei rischi, l’attuazione della gestione delle emergenze, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori e la conformità dei luoghi di lavoro. Un altro datore di lavoro per aver impiegato dipendenti stranieri per la manodopera privi del regolare permesso di soggiorno. In un caso è stato riscontrato anche l’impiego di un assistente sociale privo dei requisiti di legge.
Nella provincia di Trapani sono stati 2 i datori di lavoro colpiti dallo stesso provvedimento per aver installato impianti di videosorveglianza per il controllo dei lavoratori, senza la preventiva autorizzazione, mentre in un centro è stato accertato l’impiego di 2 lavoratori in nero sui 6 presentI. Tutto questo ha portato all’emissione di sanzioni amministrative pari ad 8.298 euro e un recupero contributivo di 26.059 euro.
Nella provincia di Ragusa, infine, sono stati sottoposti a controllo 2 centri di accoglienza. In uno è stato individuato un lavoratore in nero su 3 presenti, mentre nell’altro, sono stati riscontrati 6 lavoratori irregolari, accertando complessivamente sanzioni amministrative pari a 29 mila euro, con un recupero contributivo pari a 12 mila euro. Gli esiti degli accertamenti sono stati comunicati alle Prefetture di competenza.