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29.05.2026

Metti in moto la legalità: l’ITI “Cannizzaro” in cammino tra memoria, testimonianza e cittadinanza attiva

di Redazione | 5 min di lettura

All’incontro hanno preso parte tre autorevoli figure istituzionali: il Prefetto di Catania, dott. Pietro Signoriello, il Sostituto Procuratore Aggiunto, dott. Sebastiano Ardita, e il Questore di Catania, dott. Giuseppe Bellassai.

Metti in moto la legalità: l’ITI “Cannizzaro” in cammino tra memoria, testimonianza e cittadinanza attiva
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La scuola è chiamata oggi più che mai a travalicare i confini dell’insegnamento disciplinare, per diventare pienamente luogo di crescita, formazione della persona e costruzione della cittadinanza. Non basta trasmettere contenuti: occorre offrire agli studenti occasioni concrete per interrogarsi sul presente, comprendere il valore delle scelte quotidiane e trovare, passo dopo passo, la propria strada.

Questa missione accomuna tutte le scuole, pur nella diversità dei percorsi formativi. Fare dei ragazzi di oggi cittadini consapevoli domani significa anche individuare linguaggi, strumenti e metodi capaci di raggiungerli davvero. La domanda, allora, diventa centrale: come attirare la loro attenzione? Come suscitare interesse, emozione, partecipazione? Come evitare che l’educazione alla legalità si riduca a una lezione frontale o a una “paternale” destinata a scivolare via senza lasciare traccia?

Una risposta efficace è arrivata dall’esperienza vissuta, lo scorso 25 maggio 2026, da un gruppo di 22 studenti delle seconde classi dell’Istituto Tecnico Industriale “Stanislao Cannizzaro” di Catania, coinvolti nell’iniziativa “Metti in moto la legalità”, promossa dalla delegazione catanese del Moto Club della Polizia di Stato e dall’associazione Addiopizzo, con l’adesione della Polizia di Stato di Catania, in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci.

L’ITI Cannizzaro conferma, anche in questa occasione, la propria attenzione costante verso le iniziative formative di alto valore civile, culturale e sociale. L’Istituto, da sempre sensibile ai temi della legalità, della memoria e della cittadinanza attiva, ha saputo cogliere con prontezza il valore educativo della proposta, offrendo ai propri studenti non una semplice uscita didattica, ma un’esperienza capace di incidere sulla loro crescita personale e sul loro senso di responsabilità.

L’iniziativa ha avuto il merito di portare i ragazzi fuori dal luogo fisico e simbolico della lezione tradizionale, trasformando la città in un’aula aperta e dinamica. Il movimento, il corteo, le tappe nei luoghi della memoria, l’incontro diretto con rappresentanti delle istituzioni e con testimoni dell’impegno civile hanno reso la giornata intensa e partecipata, capace di parlare ai giovani non solo attraverso le parole, ma anche attraverso immagini, luoghi, gesti e testimonianze.

Dopo il raduno nel cortile dell’Istituto Tecnico Industriale “Stanislao Cannizzaro”, il corteo di moto con a bordo gli studenti, si è diretto verso il X Reparto Mobile della Polizia di Stato. Qui, nella sala conferenze intitolata a Filippo Raciti, si è svolto un importante momento di riflessione e approfondimento.

All’incontro hanno preso parte tre autorevoli figure istituzionali: il Prefetto di Catania, dott. Pietro Signoriello, il Sostituto Procuratore Aggiunto, dott. Sebastiano Ardita, e il Questore di Catania, dott. Giuseppe Bellassai. In rappresentanza dell’associazione Addiopizzo ha partecipato inoltre il dott. Salvo Fabio, portavoce storico dell’associazione, che ha contribuito ad arricchire il confronto con la testimonianza dell’impegno civile portato avanti da anni sul territorio contro il racket, l’omertà e ogni forma di condizionamento mafioso.

Ciascuno di loro, con stile, tono e sensibilità differenti, ha raccontato il proprio modo di vivere e combattere la mafia. Tre prospettive istituzionali diverse, unite alla voce dell’associazionismo civile, hanno restituito agli studenti un messaggio chiaro e concreto: la lotta alla mafia non riguarda soltanto magistrati, forze dell’ordine o istituzioni, ma interpella ogni cittadino, a partire dai comportamenti quotidiani.

Uno degli aspetti più significativi emersi durante l’incontro è stato proprio questo: la mafia si combatte anche rifuggendo dagli atteggiamenti mafiosi, da quelle forme di prepotenza, omertà, arroganza, sopraffazione e indifferenza che possono insinuarsi nella vita di tutti i giorni. Educare alla legalità significa allora aiutare i giovani a riconoscere questi comportamenti, a prenderne le distanze e a scegliere, anche nelle piccole cose, il rispetto delle regole, della dignità altrui e del bene comune.

Particolarmente intenso è stato il momento della proiezione di un filmato dedicato ai volti delle donne e degli uomini assassinati dalla mafia, vittime di una violenza che continua a interrogare le coscienze. Le immagini hanno colpito profondamente la sensibilità dei ragazzi, rendendo concreta una memoria che non può restare confinata nei libri di storia o nelle commemorazioni ufficiali.

La giornata è poi proseguita con le “tappe della legalità”: la visita guidata al murale delle vittime di mafia in via Cesare Beccaria e l’omaggio floreale al murale commemorativo della strage di Capaci in viale Ulisse. In questi luoghi, la memoria ha assunto una forma visibile e urbana, diventando parte del cammino degli studenti dentro la città.

Ultima tappa, particolarmente toccante, è stata quella in via Leucatia, nel luogo in cui venne assassinato l’Ispettore della Polizia di Stato Giovanni Lizzio. Qui la testimonianza della figlia, dott.ssa Grazia Lizzio, impegnata a mantenere viva la memoria del padre e a collaborare con istituzioni e associazioni di polizia in iniziative di sensibilizzazione rivolte ai giovani, ha dato ulteriore profondità emotiva e civile alla giornata.

“Metti in moto la legalità” si è rivelata, dunque, molto più di una commemorazione. È stata un’esperienza educativa vera, capace di unire memoria, movimento, partecipazione e testimonianza. Ha mostrato come parlare di legalità ai giovani significhi innanzitutto trovare il modo di coinvolgerli, di renderli protagonisti, di far percepire loro che la lotta alla mafia non è un tema lontano, ma una responsabilità che passa anche dalle scelte quotidiane di ciascuno.

Un sentito ringraziamento va al Moto Club della Polizia di Stato per l’organizzazione di una giornata così intensa, dinamica e significativa. Un ringraziamento particolare al presidente dell’associazione, Gaetano Cicuccio, e al sig. Alessandro Platania, componente del personale amministrativo della scuola e membro del Moto Club, che ha promosso il coinvolgimento dell’Istituto “Cannizzaro” nella manifestazione di quest’anno.

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