CATANIA – Mercoledì 23 gennaio, gli alunni delle quinte classi dell’Istituto Carlo Gemmellaro, accompagnati dai prof. Bottino, De Martino, Finocchiaro, Frisina, Puglisi e Spampinato, hanno aderito all’iniziativa “Omaggio a Sant’Agata” proposta dalla Curia di Catania agli studenti della scuola secondaria superiore, in preparazione ai festeggiamenti in onore della Patrona della città Sant’Agata.
I ragazzi e i docenti hanno iniziato il “percorso agatino” tra i ruderi dell’Anfiteatro Romano a Piazza Stesicoro dove la Prof.ssa Frisina ha illustrato brevemente le principali fonti storiche del martirio di Sant’Agata: i reperti archeologici e i documenti paleografici.
Si è proceduto alla visita delle tre chiese “Sant’Agata La Vetere”, “La Chiesa del Santo Carcere”, “Sant’Agata alla Fornace”, costruite sui luoghi che furono cruento teatro del martirio della Santa Patrona. L’ingresso nelle chiese è stato preceduto da brevi relazioni esplicative da parte degli stessi alunni. La loro partecipazione emotiva si è manifestata nella rievocazione del martirio della giovane Agata, che con fede e coraggio affrontò i più atroci tormenti che il proconsole Quinziano le inflisse dallo stiramento delle membra sull’eculeo fino allo strappo della mammella e al rogo finale.
Infine il piccolo “corteo” del Gemmellaro si è mosso alla volta della Cattedrale, gremita di studenti di altre scuole superiori di Catania per un incontro di preghiera e di riflessione su Agata. Dopo la lettura della passione della martire, tratta dagli atti del martirio, i sacerdoti Padre Perni e Padre Evola, responsabili dell’ufficio Scolastico della Curia, hanno invitato i giovani a considerare Agata come modello per essere
testimoni di speranza in un mondo travagliato da crisi economica, sociale e morale.
Ricevuta la benedizione finale da parte del parroco della Cattedrale Padre Barbaro Scionti con il Velo di Sant’Agata, una delle reliquie più care
ai devoti catanesi, tutti i presenti hanno avuto la possibilità di entrare nel sacello di Sant’Agata, contenente le sue reliquie: momento emozionante perché, anche se ancora nascosta, la “Santuzza” ha fatto sentire la sua vicinanza che si concretizzerà a breve, il 4 febbraio, quando il suo busto reliquiario uscirà dalla “cameretta” per abbracciare la città in festa.



