CATANIA – Polizia: ecco i fatti di cronaca più importanti della mattinata.

Nella scorsa serata, agenti delle volanti hanno arrestato i pregiudicati Francesco Davide Gennaio, Giovanni Ferrara e Enrico Desi per il reato di furto aggravato in concorso. I fatti si sono svolti intorno alla mezzanotte, quando una telefonata giunta al 113 ha segnalato rumori sospetti provenienti da un casolare attiguo al distributore Eni di Viale Libertà all’angolo con la via Pietro Mascagni. La sala operativa ha diramato una nota radio che è stata recepita da due volanti subito recatesi sul posto indicato dalla telefonata. In realtà i malviventi, immediatamente individuati dai poliziotti, avevano svaligiato il bar annesso proprio al distributore di carburanti e uno di essi era già a bordo del furgone sul quale era già stata caricata l’ingente refurtiva, pronto a partire. Ma gli agenti hanno precluso ogni via di fuga ai ladri e vano è risultato il tentativo dei due che hanno cercato di allontanarsi a piedi dal retro. Sul mezzo utilizzato dagli scassinatori è stato trovato il materiale e le attrezzature professionali da ristoro asportati dal bar: un fornello, un robot da cucina, una macchina per produzione del ghiaccio, una macchina per gelato, una friggitrice industriale e altro ancora, per un valore totale ammontante a circa quindicimila euro. Sono stati trovati anche un palanchino e un flex, utilizzati per lo scasso e debitamente sequestrati. I tre sono stati condotti in Questura e, dopo le formalità di rito, su disposizione del pm di turno, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Nella mattinata odierna, personale del Commissariato Nesima ha proceduto a effettuare controlli straordinari mirati al contrasto dei reati ambientali nel Quartiere di Cibali/Nesima. Particolare rilievo assume il controllo fatto in via Pasquale Timonieri, in un’autorimessa all’interno della quale insiste l’autolavaggio denominato “Aurora”, privo delle prescritte autorizzazioni e in particolare di quelle relative allo scarico dei fanghi, altamente nocivi per la salute pubblica e l’ambiente e che, tramite uno scavo coperto da una grata in ferro di diversi metri, consentiva il deflusso delle acque sporche – grasso, olio motore e simili – direttamente nel sottosuolo senza essere depurate. Pertanto, gli agenti del Commissariato hanno sequestrato penalmente l’area adibita a tale attività, le attrezzature e i prodotti utilizzati venivano sequestrati penalmente e al titolare veniva contestato il reato ambientale.
