CATANIA – Ecco le operazioni più importanti condotte dalla Polizia di Stato a Catania e provincia:
- Agenti dell’UPGSP hanno arrestato il pregiudicato Cristian Bonaccorsi, 26enne, per i reati di evasione dagli arresti domiciliari e di tentato furto aggravato. L’uomo è stato sorpreso dalle Volanti all’interno del noto “palazzo di cemento”, ubicato in viale Moncada, dove aveva fatto ingresso dopo aver forzato con una sbarra di acciaio, successivamente sequestrata, i lucchetti del cancello di ingresso del cantiere per la ristrutturazione del suddetto edificio. L’uomo veniva accompagnato in Questura, dove si appurava che lo stesso era sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari nella sua abitazione. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’arrestato veniva ricondotto nella sua abitazione, in attesa del giudizio direttissimo;

- il personale delle Volanti ha denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione T.M., avente già precedenti di polizia specifici. A seguito di una segnalazione giunta alla Sala operativa della Questura, si appurava che l’uomo aveva posto in vendita sulla propria bancarella nel “mercatino delle pulci” che si svolge ogni domenica mattina in via Forcile, vasi e soprammobili in stile cloisonnè, rubati alcuni mesi fa dal deposito di un commerciante, che ne aveva formalizzato la denuncia di furto. La refurtiva rinvenuta è stata restituita al legittimo proprietario;
- il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria dell’Ufficio di Polizia di frontiera di Catania, a seguito di una accurata attività di indagine, ha denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica nel Tribunale di Catania un uomo responsabile del furto di un giubbotto di una famosa marca, avvenuto all’interno delle toilette della sala partenze di questa aerostazione. Ricevuta la denuncia di patito furto dalla vittima, gli agenti, attraverso approfondite indagini effettuate con l’aiuto dei sistemi di videosorveglianza. accertavano che tale reato era stato portato a segno a opera di un uomo, il quale, successivamente si era imbarcato su un volo diretto a Malta. Gli investigatori, una volta individuato il reo, riuscivano tramite le immagini dell’imbarco e attraverso un controllo incrociato con altri sistemi in uso alla Polizia di Frontiera, a risalire all’identità del sessantenne responsabile del furto aggravato. Tutta l’attività investigativa consentiva di redigere una notizia di reato, in seguito alla quale l’autorità giudiziaria emetteva decreto di perquisizione domiciliare che consentiva il rinvenimento della refurtiva.