RANDAZZO – Giunge da Alfio Papa, cittadino di Randazzo, una segnalazione per portare all’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica una situazione che sta generando forte preoccupazione tra numerose famiglie della comunità.
Negli ultimi giorni, a seguito dei provvedimenti adottati dalla Commissione straordinaria che attualmente amministra il Comune, è stato avviato il procedimento di revoca delle concessioni cimiteriali rilasciate prima del 9 febbraio 1976, nei casi in cui siano trascorsi 50 anni dall’ultima tumulazione. Un’operazione che coinvolge oltre 1.500 sepolture, e che incide profondamente sulla memoria e sugli affetti di centinaia di nuclei familiari.


Pur comprendendo la necessità di procedere a un riordino amministrativo, ciò che desta maggiore allarme è il nuovo tariffario introdotto. In molti casi, infatti, si è passati da importi storicamente contenuti – circa 50 euro per una concessione – a cifre che oggi superano i 1.000 euro, con un aumento che appare sproporzionato rispetto alle possibilità economiche di molte famiglie.
Tale incremento, superiore al 1000%, rischia di trasformare un diritto legato alla memoria e alla pietà verso i propri cari in un onere difficilmente sostenibile. Si chiede pertanto di verificare se tali tariffe siano effettivamente commisurate ai costi reali di gestione, nel rispetto dei principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa.
Ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la tempistica del provvedimento, adottato a ridosso delle prossime elezioni comunali. Si ritiene opportuno valutare se un intervento di tale impatto, che incide profondamente sulla comunità, possa essere rinviato all’insediamento della futura amministrazione eletta, al fine di garantire un confronto più ampio e rappresentativo.
Si segnala inoltre lo stato di scarsa manutenzione del cimitero, con vialetti invasi da erbacce e condizioni che non appaiono adeguate al decoro dovuto a un luogo di raccoglimento e rispetto. Tale situazione appare in contrasto con l’elevato aumento dei costi richiesti ai cittadini.


Particolare attenzione viene infine richiamata sulla necessità di tutelare le sepolture storiche e monumentali, che rappresentano un patrimonio culturale e identitario per la città e che devono essere preservate nel rispetto della normativa vigente.
Alla luce di quanto esposto, si chiede:
- una sospensione del provvedimento in attesa della nuova amministrazione;
- una revisione equa delle tariffe, proporzionata ai reali costi di gestione;
- interventi urgenti per il ripristino del decoro e della sicurezza del cimitero;
- il rispetto rigoroso delle norme in materia di estumulazioni e tutela dei beni culturali.
La presente segnalazione nasce dall’esigenza di difendere non solo un diritto economico, ma soprattutto un valore fondamentale: la dignità della memoria e il rispetto per i propri defunti, patrimonio condiviso dell’intera comunità randazzese.





