PALERMO – “Scende la pioggia. Ma che fa? Crolla il mondo addosso a me, forse è meglio che chiudiamo le scuole”.
È così che negli ultimi giorni i siciliani sembrano aver rivisitato la famosa canzone di Gianni Morandi. Dopo le più recenti allerte meteo emanate dalla protezione civile, la psicosi pioggia sembra aver colpito la maggior parte delle amministrazioni comunali coi loro sindaci.
A partire da sabato notte fino a lunedì mattina, s’è parlato di allerta rossa: la forma più grave di allarme, data dal pericolo alluvione che ha portato i vari Comuni a raccomandare la massima allerta e ad uscire il meno possibile da casa.
In effetti proprio durante lo scorso week-end i danni e le tragedie che hanno coinvolto persone, non sono mancate. Palermo, Trapani, Ragusa, Catania, Siracusa: nessuna di queste province è stata risparmiata dal flagello del maltempo.
E da qui è scattata la polemica che ha seguito due diverse diramazioni. Parliamo della classica reazione di massa riguardo al sistema di smaltimento della pioggia che sembra “fare acqua da tutte le parti”, e quello relativo all’incolumità dei bambini proprio perché gli istituti scolastici sono rimasti chiusi.
La stessa protezione civile, che durante lo scorso week-end è rimasta ferma nella sua disposizione di massima allerta, oggi tuona: “Troppe scuole chiuse”.
Riceviamo un comunicato che riportiamo integralmente:
“Dopo i recentissimi eventi meteo che hanno interessato il territorio della nostra Regione, si ritiene necessario, ancora una volta, chiarire quali sono le procedure che in tali occasioni possono portare alla sospensione delle attività didattiche nei Comuni colpiti, atteso che alla popolazione, ed in alcuni casi anche alla stampa locale, non sono sufficientemente chiari tali processi.
A seguito di emanazione di avvisi di protezione civile con ALLERTA ROSSA per rischio meteo idrogeologico e idraulico, si è osservato che la principale delle misure attuate è, pressoché in automatico, l’emissione di un’Ordinanza Sindacale di chiusura delle attività didattiche.
In merito si fa rilevare che: