I sindacati intervengono sulla fusione tra SAC e SAC Service: "Operazione strategica per valorizzare lo scalo e tutelare occupazione e territorio"
Mentre entra nel vivo il percorso che porterà alla privatizzazione dell’aeroporto di Catania, CISAL Catania e LEGEA intervengono nel dibattito pubblico ponendo l’attenzione su un passaggio ritenuto fondamentale: la fusione per incorporazione tra SAC S.p.A. e SAC Service, considerata un’operazione strategica in vista dell’ingresso del socio privato.
Secondo quanto evidenziato dalle due organizzazioni sindacali, con la raccolta delle manifestazioni di interesse sarà la compagine sociale di SAC – composta principalmente dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e dagli altri enti pubblici soci – a stabilire la quota effettiva da cedere, che secondo le indiscrezioni potrebbe oscillare tra il 51% e il 61%.
Per Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale di CISAL Catania, e Sandro Barbagallo, segretario provinciale di LEGEA, arrivare alla privatizzazione con una società più solida rappresenta un valore aggiunto.
“Presentarsi all’appuntamento con la privatizzazione con un assetto societario più solido, snello ed efficiente non è un dettaglio tecnico, ma una condizione che rafforza il valore stesso dell’infrastruttura aeroportuale e, con esso, le prospettive occupazionali e di sviluppo del territorio”.
Nel documento diffuso dai due sindacati vengono evidenziati i principali benefici dell’incorporazione di SAC Service in SAC S.p.A.:
Per CISAL Catania e LEGEA la fusione non rappresenta soltanto un’operazione societaria, ma un passaggio decisivo per rafforzare uno degli asset infrastrutturali più importanti della Sicilia.
L’obiettivo, sottolineano i sindacati, è quello di arrivare alla privatizzazione con una società più efficiente, capace di valorizzare lo scalo etneo, garantire maggiori prospettive occupazionali e sostenere lo sviluppo economico dell’intero territorio.