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07.07.2026

Privatizzazione Aeroporto di Catania, CISAL e LEGEA: “Prima della cessione serve una SAC più forte e competitiva”

di Redazione | 2 min di lettura

I sindacati intervengono sulla fusione tra SAC e SAC Service: "Operazione strategica per valorizzare lo scalo e tutelare occupazione e territorio"

Privatizzazione Aeroporto di Catania, CISAL e LEGEA: “Prima della cessione serve una SAC più forte e competitiva”
Indice

Mentre entra nel vivo il percorso che porterà alla privatizzazione dell’aeroporto di Catania, CISAL Catania e LEGEA intervengono nel dibattito pubblico ponendo l’attenzione su un passaggio ritenuto fondamentale: la fusione per incorporazione tra SAC S.p.A. e SAC Service, considerata un’operazione strategica in vista dell’ingresso del socio privato.

Secondo quanto evidenziato dalle due organizzazioni sindacali, con la raccolta delle manifestazioni di interesse sarà la compagine sociale di SAC – composta principalmente dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e dagli altri enti pubblici soci – a stabilire la quota effettiva da cedere, che secondo le indiscrezioni potrebbe oscillare tra il 51% e il 61%.

“Un assetto societario più forte prima della privatizzazione”

Per Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale di CISAL Catania, e Sandro Barbagallo, segretario provinciale di LEGEA, arrivare alla privatizzazione con una società più solida rappresenta un valore aggiunto.

“Presentarsi all’appuntamento con la privatizzazione con un assetto societario più solido, snello ed efficiente non è un dettaglio tecnico, ma una condizione che rafforza il valore stesso dell’infrastruttura aeroportuale e, con esso, le prospettive occupazionali e di sviluppo del territorio”.

I vantaggi della fusione

Nel documento diffuso dai due sindacati vengono evidenziati i principali benefici dell’incorporazione di SAC Service in SAC S.p.A.:

  • razionalizzazione dei costi amministrativi e gestionali;
  • rafforzamento del patrimonio netto e della solidità societaria;
  • neutralità fiscale dell’operazione, con la possibilità di ottimizzare le perdite fiscali pregresse nei limiti consentiti dalla normativa;
  • eliminazione delle duplicazioni organizzative e maggiore efficienza operativa;
  • riduzione dei costi di struttura, grazie all’eliminazione di organi societari e adempimenti separati;
  • maggiore capacità finanziaria e creditizia, elemento ritenuto strategico in vista dell’ingresso di un partner privato.

“Una scelta nell’interesse del territorio”

Per CISAL Catania e LEGEA la fusione non rappresenta soltanto un’operazione societaria, ma un passaggio decisivo per rafforzare uno degli asset infrastrutturali più importanti della Sicilia.

L’obiettivo, sottolineano i sindacati, è quello di arrivare alla privatizzazione con una società più efficiente, capace di valorizzare lo scalo etneo, garantire maggiori prospettive occupazionali e sostenere lo sviluppo economico dell’intero territorio.

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