CATANIA – Su delega della Procura distrettuale, i finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale etneo, nei confronti di 9 persone, in quanto promotori, organizzatori e partecipi di un’associazione a delinquere dedita al riciclaggio di gasolio libico illecitamente asportato dalla raffineria libica Zawyia e destinato, dopo essere stato miscelato, a essere immesso nel mercato italiano ed europeo anche come carburante da autotrazione.
Tra le persone coinvolte nel traffico internazionale di prodotti petroliferi libici e destinatari della misura in carcere vi sono:





L’amministratore delegato della MAXCOM BUNKER SPA, società con sede legale a Roma, esercente l’attività di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e di bunkeraggio delle navi, si è avvalso della complicità di alcuni dipendenti della società, che sono stati messi arresti domiciliari. Si tratta di Rosanna La Duca, 48enne consulente esterna della MAXCOM BUNKER SPA, Stefano Cevasco, 48enne addetto all’ufficio commerciale, Antonio Baffo, 61enne responsabile del deposito fiscale di Augusta.

Gli ideatori del lucroso affare internazionale, per ostacolare la ricostruzione dei passaggi materiali, documentali e finanziari sottesi al commercio di gasolio, hanno costruito un variabile sistema di società, a più livelli, poste fittiziamente tra venditori e acquirenti finali.
Il gasolio “libico”, dopo miscelazione, è giunto, in alcuni casi, anche nei distributori stradali a un costo assolutamente “proibitivo” per gli operatori del settore leali costretti a soccombere al cospetto di società illecite che hanno messo a frutto l’evasione d’imposte.