I lavoratori incrociano le braccia dopo mesi di vertenza. Sit-in a Piazzale Asia dalle 10 alle 18. Il sindacato: “Ci aspettiamo che il Sindaco convochi finalmente le parti”
Dopo mesi di richieste, incontri e tentativi di trovare una soluzione, la vertenza dei lavoratori della SCMC (Servizi Città Metropolitana di Catania) arriva allo sciopero.
La CISAL Terziario ha proclamato per il prossimo 13 ottobre una giornata in cui tutti i lavoratori SCMC incroceranno le braccia, con un sit-in che si terrà a Piazzale Asia, a Catania, dalle ore 10 alle ore 18.
Alla base della protesta ci sono questioni che l’Organizzazione Sindacale pone ormai da mesi: il corretto inquadramento dei lavoratori, il riconoscimento delle professionalità effettivamente impiegate e il giusto trattamento economico per quelle lavorazioni che vengono richieste al personale e che, per natura e complessità, esulano dalla normale attività di manutenzione ordinaria.
Ma dopo mesi di vertenza c’è anche un’altra questione che – secondo CISAL Terziario – non è più possibile ignorare: il mancato intervento del Sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino.
C’è da ricordare che SCMC è l’Azienda Speciale della Città Metropolitana di Catania e opera sulla base di un contratto di servizio con l’Ente metropolitano. Lo stesso Sindaco metropolitano, in occasione della nomina del Consiglio di amministrazione di SCMC, ha parlato pubblicamente di rilancio dell’Azienda e di valorizzazione del personale.
“È proprio per questo che facciamo fatica a comprendere quanto accaduto in questi mesi – spiega il Segretario generale di CISAL Terziario Paolo Magrì -. Abbiamo più volte chiesto l’intervento del Sindaco metropolitano. Abbiamo chiesto di essere ricevuti e di poter rappresentare direttamente le ragioni dei lavoratori. Quel confronto, fino ad oggi, non c’è mai stato.
Non chiedevamo al Sindaco di sostituirsi alla dirigenza aziendale, ma ritenevamo, e continuiamo a ritenere fermamente che, di fronte a una vertenza che coinvolge i lavoratori dell’Azienda Speciale della Città Metropolitana e che si trascina da mesi senza trovare soluzione, fosse necessario almeno ascoltare le parti e provare a favorire un confronto accogliendo le più che legittime richieste dei lavoratori”.
Invece si è arrivati allo sciopero.
Un primo stato di agitazione è stato proclamato il 15 luglio scorso. Poi il 21 settembre, anche il tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Catania si è concluso senza un accordo. Nonostante questo, dalla Città Metropolitana non è arrivata quella convocazione che il sindacato ha ripetutamente sollecitato.
“I lavoratori non possono essere ricordati soltanto quando si parla di efficienza, servizi e rilancio dell’Azienda. Devono essere ascoltati anche quando chiedono che venga riconosciuto il lavoro che realmente svolgono, che siano rispettate le loro professionalità e che a determinate lavorazioni corrisponda il giusto trattamento economico”, continua Magrì.
Il 13 ottobre i lavoratori SCMC avranno quindi la possibilità di far sentire direttamente la propria voce.
“La CISAL Terziario continuerà fino all’ultimo a ricercare il confronto, perché l’obiettivo non è lo sciopero in sé, ma ottenere risposte concrete a problemi che abbiamo posto da mesi e che non possono continuare ad essere ignorati.
Dopo mesi di vertenza, crediamo sia arrivato il momento che anche il Sindaco metropolitano Enrico Trantino intervenga direttamente. Parliamo dei lavoratori di un’Azienda Speciale della Città Metropolitana, di persone che da mesi chiedono semplicemente di essere ascoltate e di vedere riconosciuto il lavoro che svolgono ogni giorno.
Ci aspettiamo quindi che il Sindaco convochi finalmente le parti e apra quel confronto che abbiamo chiesto più volte e che, fino ad oggi, non c’è mai stato.
Perché dopo mesi di silenzio, continuare a non intervenire rischia di diventare una scelta difficile da comprendere e ancora più difficile da spiegare ai lavoratori”, conclude il Segretario generale Paolo Magrì.