CATANIA – Ieri sera il consiglio comunale di Catania, con ventisette voti favorevoli e due astenuti, ha dichiarato ufficialmente il dissesto economico finanziario del Comune di Catania.
È stato dunque accertato che il bilancio del Comune di Catania si trova in passivo di circa 1,6 miliardi di euro.
Il sindaco, Salvo Pogliese, spiega che, nonostante l’entità massiccia del debito, la situazione non deve essere vista in modo tragico, poiché egli stesso farà il possibile affinché il danno non gravi sulle classi meno agiate, ma tra i catanesi iniziano a sorgere dubbi e domande.
“Cosa ne pensi del dissesto finanziario in cui si trova il Comune di Catania?”, è quello che abbiamo chiesto in giro per le strade della città: alla domanda hanno risposto giovani e adulti, accogliendo l’idea comune che uno dei maggiori problemi legati al dissesto, sia in realtà la mancata trasparenza che il Comune offre al cittadino.
“Ci vorrebbe più onestà: ci hanno mentito e continuano a farlo, come facciamo a sapere che questi soldi arriveranno? Non riesco più a crederci. Non è una cosa da poco, stiamo parlando di pane che deve arrivare alla tavola, stiamo parlando di lavoratori che ne escono fuori in difficoltà”, inizia così uno scambio di opinioni tra i giovani Sara e Marco, che sottolineano, però, di non essere abbastanza informati sull’argomento, perché non si fidano di quel che propongono i mass media e i politici stessi.
“C’è da dire che questo è un accumulo di altri debiti, è una cosa raggiunta dopo tanti anni, e gli stessi cittadini non si interessano, ma poi trovano comunque il coraggio di commentare sui social e scrivere quanto sono indignati. Dovremmo essere noi giovani a smuovere le acque”, aggiunge Sara che “si dovrebbe far sentire maggiormente la voce dei catanesi”, che si dovrebbe anche scioperare, se necessario.
Arrivano risposte anche da Rosario, che mentre legge il giornale spiega che secondo lui è stato errato l’approccio con la città, attuato dai nuovi volti della politica catanese, “è una vergogna”, conclude.
Maria, con tono dispiaciuto, dice:“Io in realtà non posso pensare nulla, perché non ho in mano carte o documenti che mi dicano com’è davvero la situazione della città. Non ci danno la possibilità di sapere cosa sta succedendo, dovrebbero dirci il perché, il come, il chi, e invece non fanno che incolparsi a vicenda, cercando di lavarsene le mani invece che risolvere il problema”.
Concludiamo con Luca, che da dietro il bancone di una casa del pesce, afferma che “siamo tutti nei guai: non ci sono soldi e non c’è lavoro, il Comune spende soldi per cose che non servono e poi saltano gli stipendi, la polizia non ha soldi per mettere la benzina nelle macchine, avanza anche la criminalità perché le persone poi sono costrette a farlo per tirare avanti”.
Il fantasma del debito cittadino adesso è reale e dentro il “buco” di 1,6 miliardi di euro ci si è finiti dentro: come si risolleverà la città di Catania?