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25.03.2020

Catania, secondo vigile del fuoco positivo all’aeroporto. Sindacati: “Tamponi a tutti o protesteremo”

di Redazione | 2 min di lettura
Catania, secondo vigile del fuoco positivo all’aeroporto. Sindacati: “Tamponi a tutti o protesteremo”

CATANIA – Un altro vigile del fuoco in servizio al comando provinciale di Catania è affetto da Covid-19. “Questo rappresenta il secondo caso, a meno di un mese dal primo, di personale infetto da Coronavirus, e tale situazione desta forte preoccupazione tra gli operatori del soccorso, sia per la propria incolumità, che per quella delle proprie famiglie“, confermano così la notizia del secondo contagio i sindacati di categoria.

A nostro avviso, tutte le circolari ministeriali inerenti le profilassi finalizzate a evitare il contagio, ovvero, il diffondersi del virus, sono oggettivamente inapplicabili al personale vigile del fuoco, basti pensare alla inapplicabilità delle misure di sorveglianza previste dall’art. 7 del Decreto 9 marzo 2020 n.14 e dalla nota del STAFFCNVVF Prot. n. 6088 del 17.03.2020 per tutti i soggetti asintomatici che non presentano sintomatologia respiratoria e temperatura corporea superiore ai 37.5 °C, ma che potenzialmente potrebbero veicolare il virus a soggetti sani tra la popolazione, anche in virtù dei nuovi compiti assegnati ai VV.F.”, proseguono i segretari provinciali.

Inoltre, il secondo caso Covid-19 riguarda un dipendente in servizio nella stessa sede, medesimo turno di servizio ed entro i tempi di incubazione del virus (dai 2 ai 14 gg) così come previsto dalla O.M.S. Quindi, tenuto conto dell’alta percentuale di pendolari in servizio al distaccamento aeroportuale Fontanarossa VVF, per lo più provenienti dalla Sicilia Occidentale, si potrebbe verificare un diffondersi dell’epidemia che metterebbe al collasso l’intera macchina del soccorso, si chiede di volersi attivare nel più breve tempo possibile affinché vengano eseguiti i tamponi a tutto il personale operativo, amministrativo, funzionario e dirigenziale, in servizio presso il Comando etneo al fine di individuare eventuali soggetti affetti da COVID19 e/o isolare gli asintomatici”, questo quanto richiedono.

Naturalmente le donne e gli uomini del Corpo Nazionale rappresentati stanno rispondendo all’emergenza come fanno sempre, ovvero con profonda abnegazione verso i compiti istituzionali a cui sono chiamati”.

Inoltre” concludono “si fa presente che si opera senza i presidi sanitari necessari per fronteggiare la situazione odierna. Pertanto, se nella denegata ipotesi, la richiesta di messa in opera dei tamponi dovesse essere rifiutata, saremo costretti, nostro malgrado, ad attuare forme di protesta che la legge e la situazione attuale consenta, oltre a chiedere alla Procura della Repubblica di Catania di attivarsi per far luce sulle motivazioni per cui il personale de quo, sia stato messo nel rischio di essere contagiato, con grave nocumento per la propria ed altrui incolumità”.

Immagine di repertorio

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