CATANIA – Nei giorni scorsi, i controlli del personale del Commissariato Librino della polizia di Catania hanno consentito di contrastare l’illegalità diffusa nel quartiere di competenza e, nella circostanza, sono state indagate 9 persone, accertate numerose attività abusive, effettuati 3 sequestri di sostanza stupefacente, eseguiti 3 sequestri giudiziali di auto, elevate sanzioni pecuniarie amministrative di ingente importo, restituiti al Comune di Catania due immobili in passato occupati in modo del tutto illegale e accertata la presenza di diverse persone con il reddito di cittadinanza. Particolare rilievo assume il controllo effettuato nel quartiere Zia Lisa, di fronte al Cimitero, dove due persone hanno occupato illegalmente una parte della via pubblica al fine di esporre in vendita molteplici auto prive di copertura assicurativa.
Alla luce di quanto accertato, sono state elevate le previste sanzioni al codice della strada, per la mancanza della suddetta copertura assicurativa, e le auto lasciate in conto vendita sono state sequestrate giudizialmente e affidate a persona diversa dato che i proprietari non erano presenti. I gestori dell’attività abusiva sono stati indagati per il reato di invasione di terreni e uno di questi, pluripregiudicato, anche per truffa aggravata per l’ingiusto conseguimento di erogazioni pubbliche in quanto, a fronte del sussidio statale che percepisce, non ha dichiarato all’Inps il reddito derivante da questa attività.
In viale Moncada è stato sorpreso un uomo, pregiudicato, figlio di un detenuto e appartenente a una famiglia mafiosa del luogo, intento a gestire una sala giochi abusiva allestita all’interno di una bottega di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari, occupata illegalmente e quindi responsabile di invasione di edificio pubblico. Una volta accertata anche la mancanza della tabella dei giochi proibiti, un allaccio diretto alla rete Enel e un indebito percepimento del reddito di cittadinanza è stato indagato anche per i reati di furto di energia elettrica e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e mancanza della suindicata tabella. Lo stesso è stato anche sanzionato amministrativamente con il pagamento di migliaia di euro in quanto gestiva abusivamente un centro internet point con svariate postazioni. Nella circostanza, sono state sequestrate anche 3 bustine di marijuana trovate in possesso di un avventore dell’esercizio commerciale e inoltre la chiave della bottega è stata acquisita dalla Polizia di Stato e verrà restituita al legittimo proprietario Iacp che, in tal modo, potrà rientrarne in possesso.
Nello stesso stabile sono stati accertati ulteriori due allacci diretti alla rete Enel e, per tale motivi, i rispettivi inquilini sono stati indagati per il reato di furto di energia elettrica. Un altro controllo nella stessa strada ha consentito di accertare la presenza di un’ulteriore sala giochi abusiva con il gestore, pregiudicato e figlio di detenuto, che aveva occupato illegalmente un immobile, di proprietà del Comune, al fine di allestirvi la sala giochi. Anche in questo caso, il gestore percepiva il reddito di cittadinanza ed è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente tipo marijuana che è stata sequestrata.
Per tale motivo, il titolare di questa attività illegale è stato indagato in stato di libertà per i reati di invasione di edificio pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e mancanza della tabella dei giochi proibiti. Sul posto è stato convocato il responsabile del patrimonio pubblico del Comune di Catania al quale è stata restituita la suindicata bottega, mentre anche il genitore di quest’uomo è stato indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubblica non dovuta, ciò in quanto ha omesso di segnalare all’Inps il reddito derivante dall’esercizio commerciale abusivo.
A seguire, in viale Nitta è stato fermato un uomo alla guida del mezzo con addosso sostanza stupefacente per uso personale e, per tale motivo, oltre alle previste segnalazioni alla locale prefettura, gli è stata ritirata la patente di guida. In ultimo, due soggetti sono stati indagati per i reati maltrattamenti nei confronti dei rispettivi prossimi congiunti. Al fine di irrogare le ulteriori sanzioni, sono stati informati la Guardia di Finanza, l’Ufficio delle Entrate, l’Inps, la Polizia Locale e l’Istituto Autonomo Case Popolari.