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05.12.2018

Catania, confiscati beni per 400mila euro a esponente del clan Laudani: “incastrato” da un’indagine patrimoniale

di Redazione
Catania, confiscati beni per 400mila euro a esponente del clan Laudani: “incastrato” da un’indagine patrimoniale

CATANIA – Il Tribunale di Catania (sezione misure di prevenzione) ha emesso un decreto di confisca di un patrimonio di circa 400mila euro illecitamente accumulato da Stellario Fileti, 51enne, noto come “Stillo”, appartenente al clan etneo dei Laudani, e costituito da un appartamento nel comune di Aci Catena, tre autovetture e due motocicli.

Il provvedimento, eseguito dai finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catania, ha anche disposto a carico di Fileti, per tre anni, l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale.

Stellario Fileti, che possiede una serie di precedenti penali per reati contro il patrimonio (ricettazione e rapina tentata), è coinvolto in due distinte vicende giudiziarie dalle quali è emerso il suo inserimento, a partire dalla prima metà degli anni 2000, nel clan mafioso etneo dei Laudani, gruppo territoriale di Aci Catena.

Infatti, nel 2015 è stato condannato, con sentenza del Tribunale di Catania confermata in appello, per tentata estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso, perpetrata nel 2010 a danno di una fabbrica di fuochi d’artificio. Inoltre, in un distinto procedimento penale, noto come Operazione “Viceré”, Fileti è stato imputato, anche alla luce di plurime e convergenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, per la sua partecipazione al clan Laudani.

Sulla base di gravi indizi di pericolosità sociale dell’uomo, i militari del GICO del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania, coordinati dalla  direzione distrettuale antimafia, hanno quindi avviato una mirata indagine patrimoniale nei confronti di Fileti e del suo nucleo familiare, volta a verificare la coerenza del loro tenore di vita, nonché del patrimonio posseduto, rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.

Gli esiti di tali approfondimenti hanno fatto emergere una sproporzione del patrimonio, nella disponibilità dell’accusato e del suo nucleo familiare, rispetto alla complessiva situazione reddituale, tale che nei suoi confronti sono stati emessi una serie di provvedimenti di sequestro preventivo d’urgenza dei beni a lui riconducibili.