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18.10.2026

Sciopero tir in Sicilia, Anci lancia l’allarme: “Tagliare subito le accise o si rischia il blocco dell’economia dell’Isola”

di Redazione | 2 min di lettura

Appello urgente al Governo nazionale e alla Regione Siciliana contro il caro carburanti. Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano chiedono interventi immediati per sostenere gli autotrasportatori e tutelare imprese e servizi

Sciopero tir in Sicilia, Anci lancia l’allarme: “Tagliare subito le accise o si rischia il blocco dell’economia dell’Isola”
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Lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia e il continuo aumento dei prezzi del carburante rischiano di mettere in ginocchio l’economia dell’Isola. A lanciare l’allarme è Anci Sicilia, che rivolge un appello urgente al Governo nazionale e alla Regione affinché vengano adottate misure immediate per fronteggiare una crisi che minaccia il sistema produttivo siciliano.

Al centro della richiesta dell’associazione dei Comuni siciliani c’è il taglio temporaneo delle accise sui carburanti, considerato indispensabile per alleggerire i costi sostenuti dalle imprese di autotrasporto e scongiurare pesanti ripercussioni sull’intera economia regionale.

“Senza interventi immediati si rischia il blocco totale del sistema economico”

A sottolineare la gravità della situazione sono il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, che sollecitano una risposta tempestiva da parte delle istituzioni.

“È indispensabile un intervento immediato che porti al taglio delle accise e all’abbassamento del costo del carburante alla pompa. Si tratta di una misura transitoria fondamentale, in attesa che si arrivi a trovare soluzioni strutturali definitive in grado di salvaguardare l’intero sistema produttivo. Il rischio concreto, altrimenti, è il blocco totale di un sistema economico già profondamente fragile come quello siciliano”, dichiarano Amenta e Alvano.

Appello alla Regione: utilizzare le risorse disponibili per sostenere le imprese

L’associazione chiede anche un intervento diretto del Governo regionale, attraverso l’utilizzo delle risorse economiche disponibili, comprese quelle derivanti dall’avanzo di amministrazione, nel rispetto dei vincoli previsti.

“Accanto all’intervento nazionale – proseguono Amenta e Alvano – è necessario un impegno concreto del Governo regionale, anche attraverso l’impiego, nei limiti delle possibilità di utilizzo, delle significative risorse dell’avanzo di amministrazione, per sostenere il comparto e contenere le ricadute della crisi sulle imprese e sulle comunità locali. La portata dell’emergenza richiede che ciascun livello istituzionale faccia la propria parte, con misure tempestive e coordinate”.

Trasporto merci e insularità: la Sicilia paga un prezzo più alto

Secondo Anci Sicilia, la crisi del settore dell’autotrasporto assume una rilevanza ancora maggiore nell’Isola, dove l’insularità e la posizione geografica incidono pesantemente sui costi della movimentazione delle merci, penalizzando la competitività delle aziende. Per questo motivo, l’associazione considera positiva l’iniziativa ministeriale di aprire un tavolo di confronto, ritenendola un passaggio necessario per individuare soluzioni concrete.

Nel confronto con il Governo nazionale, tuttavia, dovrà essere riconosciuta la specificità della Sicilia, dove l’aumento dei carburanti rischia di ripercuotersi non soltanto sugli autotrasportatori, ma anche sulle imprese, sui servizi e sulle comunità locali.

“Serve una riduzione straordinaria delle accise”

A ribadire l’urgenza di un intervento è il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, che chiede una risposta immediata e coordinata tra Stato e Regione.

“Serve subito un intervento straordinario di riduzione temporanea delle accise, capace di dare una boccata d’ossigeno immediata a chi lavora e a tutto il sistema produttivo e dei servizi, accompagnato da un’azione regionale che contribuisca a tutelare l’economia siciliana”, conclude Amenta.

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