Il Comitato trasportatori siciliani collabora con la Regione per sbloccare le merci ferme nelle celle frigorifere ed evitare che tonnellate di prodotti agricoli vadano perdute. Mediazione dell'assessore Luca Sammartino, mentre resta in sospeso la questione del trasporto intermodale
Primi segnali di apertura nella vertenza degli autotrasportatori siciliani, impegnati nel fermo dei tir contro il caro carburanti. Dopo giorni di proteste e crescenti difficoltà per il settore agricolo, si apre uno spiraglio per la ripartenza dei trasporti ortofrutticoli già da lunedì 19 ottobre, grazie a una collaborazione tra il Comitato trasportatori siciliani (Cts) e la Regione Siciliana.
L’obiettivo è consentire la movimentazione delle merci già raccolte e ferme nei magazzini, evitando che tonnellate di prodotti freschi possano deteriorarsi e andare perdute, con pesanti conseguenze economiche per le aziende agricole.
Secondo quanto comunicato dal Comitato trasportatori siciliani, è in corso un’attività di sensibilizzazione rivolta agli operatori del settore ortofrutticolo per favorire la ripresa delle consegne. In questa prima fase, tuttavia, i viaggi potranno avvenire esclusivamente via terra, attraverso lo Stretto di Messina, mentre rimangono da risolvere le problematiche relative agli altri sistemi di trasporto.
Il Cts sottolinea come si tratti di una misura di emergenza indispensabile per permettere alle imprese agricole di svuotare le celle frigorifere e sbloccare le merci già pronte per la distribuzione. Il rischio, in caso di ulteriori ritardi, è quello di vedere tonnellate di prodotti ortofrutticoli deteriorarsi prima ancora di raggiungere i mercati, causando gravi perdite economiche ai produttori.
Un ruolo centrale nella mediazione è svolto dal vicepresidente della Regione Siciliana e assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, impegnato nel confronto per individuare una soluzione alle difficoltà che stanno colpendo il settore.
“Il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, è attivamente impegnato in una complessa mediazione per risolvere la drammatica crisi che sta colpendo il comparto agricolo isolano”, fa sapere il Comitato trasportatori siciliani.
Particolarmente delicata è la situazione del settore dell’uva Italia, che sta attraversando una fase strategica della stagione commerciale. Il blocco delle spedizioni rischia infatti di compromettere la vendita dei prodotti e di mettere ulteriormente in difficoltà le aziende agricole, già penalizzate dall’aumento dei costi di produzione e trasporto.
Se per il comparto ortofrutticolo si intravede una possibile ripartenza, resta invece irrisolta la questione del trasporto intermodale, uno dei punti centrali della vertenza. Secondo il Cts, la situazione rimane temporaneamente in sospeso, in attesa della firma definitiva del protocollo d’intesa da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Un passaggio considerato necessario per affrontare le problematiche logistiche che incidono sui costi sostenuti dalle imprese siciliane.
La possibile ripresa delle spedizioni ortofrutticole rappresenta un primo tentativo di limitare i danni provocati dal fermo dei tir, ma non coincide con la conclusione dello sciopero degli autotrasportatori. Il Comitato trasportatori siciliani continua a portare avanti la mobilitazione contro il caro carburanti, chiedendo interventi concreti per rendere sostenibili i costi del settore.
Le prossime ore saranno decisive per verificare se la mediazione consentirà effettivamente la ripartenza dei carichi da lunedì e quali sviluppi arriveranno sul fronte del trasporto intermodale.
La priorità immediata resta salvare le produzioni agricole già raccolte, evitando che la crisi dei trasporti si trasformi in un danno irreparabile per l’economia agricola siciliana.