"Sarebbe un tradimento deporre fiori senza farci con tutta la nostra vita loro soci, loro compagni" ha dichiarato durante la messa, l'arcivescovo Lorefice, in onore di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo
Si è svolta oggi alla cattedrale di Palermo, in occasione del 44esimo anniversario dall’eccidio mafioso, la messa in onore di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo. Ad ufficializzare la celebrazione l’arcivescovo del capoluogo siciliano, Corrado Lorefice, con un appello diretto alla comunità.
“Sarebbe una sconfitta radunarci e onorare questi martiri della giustizia e del bene, sarebbe una profanazione tornare a casa uguali“. Sono queste le parole usate dall’arcivescovo Lorefice, che ha poi proseguito: “Un tradimento deporre fiori senza farci con tutta la nostra vita loro soci, loro compagni“.
Il ricordo va poi a Dalla Chiesa, il quale fu “capace di proferire una parola umana così alta come quella di chi è disposto a parlare con la vita, fino ad effonderla, a donarla”. La sua carriera infatti, come del resto anche la sua vita, “è stata votata all’impegno, alla dedizione, fino al sacrificio esiziale, perpetrato da mano mafiosa”.
Una lotta ad un sistema complesso come quello della mafia, descritta come “una perversa e subdola struttura di peccato“, che vede il proprio contrasto “con la forza della coerenza e il culto dei più alti valori umani e civili“.
Del generale-prefetto è stato poi onorato il suo essere “a contatto con la realtà di ogni giorno” ai riguardi di chiunque, con “i modesti, con gli umili, con i probi, proprio perché fossero difesi dai cattivi”.