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30.08.2026

Code e cantieri sulle autostrade siciliane, puoi avere indietro il pedaggio: ecco quando scatta il rimborso

di Redazione | 3 min di lettura

A ricordarlo è il Codacons, che richiama l'attenzione degli automobilisti sulla disciplina in vigore dal 1° giugno 2026

Code e cantieri sulle autostrade siciliane, puoi avere indietro il pedaggio: ecco quando scatta il rimborso
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Code, rallentamenti e cantieri sulle autostrade siciliane nel fine settimana del controesodo possono trasformarsi, in determinate circostanze, nel diritto a ottenere il rimborso del pedaggio pagato.

A ricordarlo è il Codacons, che richiama l’attenzione degli automobilisti sulla disciplina in vigore dal 1° giugno 2026 anche per le autostrade a pagamento gestite dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS).

La possibilità riguarda anche due delle principali arterie dell’Isola: A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo.

Rimborso del pedaggio: quando spetta

La possibilità di ottenere il rimborso è legata ai disagi provocati da determinati cantieri e alle ipotesi di blocco totale della circolazione, secondo le condizioni stabilite dall’Autorità di regolazione dei trasporti.

Nel caso dei cantieri non emergenziali, le soglie cambiano in base alla lunghezza del percorso interessato.

Per tragitti fino a 30 chilometri, il rimborso può essere riconosciuto indipendentemente dal ritardo accumulato. Per percorsi superiori a 30 e fino a 50 chilometri, invece, è necessario aver subito almeno 10 minuti di ritardo.

Quando il tragitto supera i 50 chilometri, il ritardo necessario per accedere alla tutela deve essere di almeno 15 minuti.

Traffico completamente bloccato: rimborso fino al 100%

Regole specifiche sono previste quando si verifica un blocco totale del traffico.

Per la porzione di rete interessata dall’interruzione, il rimborso è pari ad almeno il 50% se il blocco dura tra 60 e 119 minuti.

La percentuale sale al 75% tra 120 e 179 minuti, mentre raggiunge il 100% quando il blocco dura almeno 180 minuti.

A18 e A20, come chiedere il rimborso

In attesa dell’attivazione dell’App unica prevista dalla disciplina dell’Autorità, per le tratte gestite dal CAS è necessario seguire una procedura specifica.

L’automobilista deve presentare un’istanza corredata dalla documentazione utile a dimostrare il viaggio e il ritardo effettivamente subito.

Tra le informazioni e i documenti che possono essere richiesti figurano la targa del veicolo, gli orari del viaggio, i caselli di ingresso e di uscita e le ricevute dei passaggi. Chi utilizza Telepass può allegare il relativo report dei transiti.

La richiesta deve essere inoltrata tramite PEC al CAS entro 10 giorni dal viaggio. Il Consorzio procederà quindi alla verifica dei dati forniti, confrontandoli con quelli a propria disposizione, per stabilire l’eventuale rimborso spettante.

Codacons: “Gli automobilisti devono conoscere i propri diritti”

A intervenire sulla questione è Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che chiede una maggiore diffusione delle informazioni relative a questa possibilità.

“È una tutela importante che deve avere la massima diffusione tra gli automobilisti siciliani. Chi paga il pedaggio e subisce un disservizio nelle condizioni previste dall’Autorità deve essere messo nella condizione di conoscere immediatamente i propri diritti e le procedure necessarie per esercitarli”, afferma Tanasi.

Particolare attenzione viene posta sul termine di 10 giorni previsto per presentare la richiesta, che rende essenziale conservare tempestivamente tutta la documentazione relativa al viaggio.

Controesodo, l’invito a conservare ricevute e dati del viaggio

Il Codacons invita quindi chi percorre la A18 Messina-Catania e la A20 Messina-Palermo a non buttare ricevute e documenti relativi al tragitto e, in presenza di code o rallentamenti riconducibili alle situazioni previste, a verificare l’eventuale diritto al rimborso.

“Nel pieno del controesodo questa informazione assume ancora maggiore importanza. Chi affronta code e rallentamenti deve poter conoscere con chiarezza i propri diritti”, conclude Tanasi, chiedendo maggiore trasparenza e procedure facilmente accessibili agli automobilisti.

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