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05.09.2026

Pestaggio nel carcere di Caltanissetta, cinque detenuti aggrediti. SiNAPPe: “Istituto allo sbando, pronti allo stato di agitazione”

di Redazione | 3 min di lettura

Il sindacato denuncia una presunta spedizione punitiva ai danni di cinque detenuti messinesi e una grave carenza di agenti. Di Prima: "Servono interventi immediati prima che si arrivi al peggio". Annunciate manifestazioni pubbliche

Pestaggio nel carcere di Caltanissetta, cinque detenuti aggrediti. SiNAPPe: “Istituto allo sbando, pronti allo stato di agitazione”
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Cinque detenuti messinesi sarebbero rimasti vittime di una violenta aggressione avvenuta nel pomeriggio scorso all’interno del carcere di Caltanissetta. A denunciare l’accaduto è il SiNAPPe, che parla di una vera e propria “spedizione punitiva” messa in atto da altri detenuti e torna a lanciare l’allarme sulle condizioni di sicurezza e sulla carenza di personale di Polizia Penitenziaria nell’istituto.

Secondo la ricostruzione fornita dall’organizzazione sindacale, gli agenti presenti, in numero ritenuto insufficiente, sarebbero intervenuti per interrompere il pestaggio e sarebbe stato necessario richiamare in servizio altro personale.

Cinque detenuti messinesi coinvolti nel pestaggio

Il SiNAPPe sostiene che quanto accaduto rappresenti l’ennesimo segnale di una situazione diventata estremamente difficile all’interno dell’istituto.

Il sindacato solleva interrogativi anche sulla gestione e sull’allocazione della popolazione detenuta e chiede di comprendere se l’aggressione potesse essere prevenuta.

Secondo quanto riportato dal sindacato, si pensa anche alla presenza di traffici illeciti all’interno dell’istituto e su un loro eventuale collegamento con il pestaggio.

SiNAPPe: “Grave e persistente carenza di personale

Al centro della denuncia torna soprattutto la situazione degli organici.

Il SiNAPPe afferma di avere segnalato ripetutamente la “grave e persistente carenza di personale” del carcere di Caltanissetta, che starebbe determinando conseguenze sul piano organizzativo, operativo e della sicurezza.

“Ci sono una serie di questioni che andrebbero affrontate immediatamente e che hanno bisogno di interventi oculati con assunzione di responsabilità prima che si arrivi al peggio”, sostiene l’organizzazione.

Ancora più dura la valutazione complessiva: “L’istituto è allo sbando, la gestione è fallimentare e l’organizzazione fa acqua da tutte le parti“.

Di Prima: “Segnalate numerose violazioni

Il segretario nazionale del SiNAPPe, Rosario Mario Di Prima, contesta inoltre le modalità di organizzazione dei servizi e di gestione del personale.

Secondo il sindacato, dalla verifica dei turni programmati sarebbero emerse disparità nell’assegnazione dei servizi e nell’alternanza dei giorni festivi liberi o di riposo.

Il SiNAPPe riferisce che nei giorni scorsi, insieme ad altre organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, sono state effettuate segnalazioni alla Procura della Repubblica e ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria in relazione alle criticità riscontrate.

“Malcontento e rischio stress per gli agenti

La situazione organizzativa, secondo il sindacato, starebbe generando un crescente malessere tra gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, con possibili ripercussioni sulla salute dei lavoratori e sulla stessa sicurezza dell’istituto.

Di Prima ricorda che l’arrivo del nuovo direttore, nel novembre 2025, aveva alimentato aspettative di cambiamento che, a giudizio dell’organizzazione sindacale, non si sarebbero concretizzate.

Il SiNAPPe formula inoltre critiche nei confronti della direzione e del comando di reparto, contestando alcune scelte nella gestione e nell’organizzazione del personale. Anche queste valutazioni rappresentano la posizione del sindacato e non risultano accompagnate, nel comunicato, dalla replica dei vertici dell’istituto.

Annunciato lo stato di agitazione

Dopo l’episodio denunciato, il sindacato annuncia adesso un inasprimento della protesta.

Non ci fermeremo alla semplice richiesta d’intervento“, avverte il SiNAPPe, annunciando che sarà proclamato lo stato di agitazione del personale e che verranno organizzate manifestazioni pubbliche.

L’obiettivo è richiamare l’attenzione sulle criticità del carcere di Caltanissetta e sulle conseguenze che, secondo il sindacato, ricadono non soltanto sugli agenti della Polizia Penitenziaria, ma anche sul personale delle Funzioni centrali e dell’area sanitaria.

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