Sequestrate in totale 24 stecchette di hashish
Arrestato 19enne a Caltanissetta, accusato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. La trattativa per la vendita di droga con l’acquirente sarebbe avvenuta attraverso la chat di un noto social network.
Domenica scorsa l’equipaggio di una volante della Polizia di Stato, nel corso di specifici servizi di controllo del territorio, disposti dal Questore nel centro storico del capoluogo, ha intercettato un 20enne, consumatore di sostanze stupefacenti che, a bordo di una minicar, sostava sotto l’abitazione dell’arrestato.
A seguito di un servizio di osservazione, i poliziotti hanno notato il 19enne, noto agli uffici di Polizia per i suoi precedenti nell’ambito dell’attività di spaccio, uscire dal portone della propria abitazione, salire sulla minicar e nascondere qualcosa sotto un paio di pantaloncini all’interno dell’auto.
Dopo la consegna il 19enne è sceso dall’auto, ritornando nell’appartamento. Gli agenti, dopo che la minicar si è allontanata, hanno proceduto al suo controllo sequestrando tre stecchette di hashish, del peso di circa due grammi, rinvenute sotto i pantaloncini, segnalando all’autorità amministrativa il giovane alla guida del mezzo per uso personale di sostanze stupefacenti.
I poliziotti hanno quindi eseguito la perquisizione domiciliare in casa del 19enne rinvenendo otto stecchette di hashish nel comodino della sua camera da letto e tredici occultate dietro il barbecue della veranda, per un peso complessivo di circa quindici grammi.
I poliziotti della Squadra Mobile, intervenuti in ausilio delle volanti, hanno ritenuto che la trattativa per la vendita dello stupefacente, tra spacciatore e acquirente, sarebbe avvenuta attraverso la chat di un noto social network.
Il 19enne è stato arrestato e, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Caltanissetta, condotto agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Giovedì scorso il Gip ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La responsabilità dell’arrestato, in virtù del principio di non colpevolezza, sarà accertata solo in seguito a sentenza definitiva.