Secondo l’assessore, il vero problema riguarda le condizioni strutturali degli edifici.
Nessun rinvio dell’inizio delle lezioni in Sicilia nonostante le alte temperature. L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano, respinge l’ipotesi di far slittare il ritorno in classe e richiama i vincoli legati al calendario scolastico.
“L’ipotesi di far slittare l’inizio delle lezioni non può essere accolta, per una serie di ragioni”, ha spiegato Turano, sottolineando che l’anno scolastico deve garantire un numero preciso di giorni di attività didattica e che il calendario è già fortemente condizionato dalle scadenze di giugno.
L’assessore ha ricordato che la scuola si conclude il 9 giugno e che, subito dopo, iniziano le procedure legate agli esami di Stato.
“Dal 9 al 13 giugno i docenti saranno impegnati negli scrutini e nelle ammissioni agli esami di maturità, mentre dal 14 giugno si insedieranno come commissari. Il 16 giugno cominciano gli esami di Stato”, ha spiegato.
Da qui la domanda posta dallo stesso Turano: “Se il caldo perdura per un altro mese cosa facciamo, teniamo le scuole chiuse?”
Secondo l’assessore, il vero problema riguarda le condizioni strutturali degli edifici.
“Il problema esiste”, ha ammesso Turano, aggiungendo che con l’arrivo dell’inverno potrebbe ripresentarsi una criticità opposta: quella degli impianti di riscaldamento non funzionanti.
L’assessore ha però precisato che gli edifici scolastici sono di proprietà dei Comuni e delle ex Province e che, di conseguenza, la responsabilità degli interventi spetta agli enti locali.
“Se la Regione decidesse oggi di installare un impianto refrigerante in una scuola, non potrebbe farlo direttamente”, ha chiarito.
La Regione starebbe comunque lavorando a una soluzione di più lungo periodo.
Turano ha annunciato che, insieme al presidente della Regione, sarà avviata un’interlocuzione con il Gestore dei Servizi Energetici per individuare strumenti e risorse utili all’ammodernamento degli edifici scolastici.
L’obiettivo è valutare interventi che possano comprendere anche impianti di condizionamento e sistemi più efficienti dal punto di vista energetico.
“Stiamo già pensando a un piano straordinario”, ha concluso l’assessore, precisando però che saranno necessarie risorse adeguate e la collaborazione degli enti locali.